Sicurezza
L’incendio al ristorante Europa è doloso
di Matteo Tuccini
La polizia è convinta che le fiamme che hanno distrutto il locale non siano partite per caso: si indaga a tutto campo
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TORRE DEL LAGO. L’incendio del ristorante Europa, distrutto dalle fiamme domenica mattina, non sarebbe stato un caso. Né un incidente. Qualcuno avrebbe dato fuoco al locale, mandando in fumo volutamente un punto di riferimento della Marina di Torre del Lago.
Ne è sempre più convinta la polizia, che sta indagando sull’episodio che ha sconvolto non solo la Marina, ma l’intera città. Si torna, quindi, all’ipotesi originaria dell’incendio doloso, formulata subito dopo l’accaduto. In un primo momento, infatti, l’origine dolosa era stata data quasi per scontata. La pista era stata tralasciata per un momento, basandosi sul fatto che l’incendio, molto probabilmente, è partito dal piano superiore del ristorante. Un elemento che non depone a favore di un eventuale aggressore che intenda bruciare la struttura: più facile passare inosservati agendo in basso. Ma appare chiaro come i primi esiti dei sopralluoghi di vigili del fuoco e della stessa polizia scientifica abbiano convinto gli inquirenti che la pista del corto circuito è meno probabile.
Per avere le idee ancora più chiare la polizia, che ieri ha confermato di ritenere l’ipotesi dolosa come la più plausibile, sta aspettando la relazione conclusiva dei vigili del fuoco. Il documento che chiude il cerchio sugli episodi di questo genere. E che può rappresentare una base per capire dove scavare. Perché se davvero, come pensano gli inquirenti, qualcuno ha volutamente appiccato il fuoco all’Europa, si tratta di un fatto gravissimo. Che poteva avere conseguenze anche più terribili: se i proprietari, che erano all’interno, non fossero fuggiti in tempo dopo aver tentato di spegnere le fiamme avrebbero rischiato di morire bruciati. Inoltre l’Europa è stato avvolto dalle fiamme di domenica mattina, con altri locali a fianco e la pineta – a sua volta interessata dal fuoco – retrostante. Tra decine di turisti arrivati sul lungomare, intossicati dal fumo e spaventati. Scene da incubo che avrebbero potuto essere ancora peggiori.
Ora che la polizia sembra aver intrapreso la pista dolosa è lecito chiedersi chi potrebbe aver voluto compiere il gesto e perché. Gli inquirenti non confermano alcuna traccia, per non scoprire le carte. Ma Torre del Lago, Viareggio e la Versilia non sono nuove a parole sinistre come criminalità ed estorsione. Una punizione, magari per non aver voluto sottostare a un ricatto? Oppure la volontà di affossare un imprenditore come Simone Cecchi e la sua famiglia, che pure sono un punto di riferimento storico della Marina di Torre del Lago? Al momento sono solo illazioni. Lo stesso Cecchi ha smentito di aver ricevuto minacce. Resta un episodio inquietante, a maggior ragione dopo che i sospetti degli inquirenti sembrano concentrarsi sul gesto volontario.
Nel frattempo lo stesso Cecchi attende l’esito della relazione dei vigili del fuoco, incassando la solidarietà dei colleghi. Sia Confesercenti che Confcommercio hanno lanciato un Sos per le condizioni della Marina di Torre del Lago. Secondo Confcommercio «è il momento per l’amministrazione comunale, ovviamente insieme al contributo delle categorie economiche e degli altri enti interessati, di pensare ad un progetto di rilancio che rimetta Torre del Lago, ma anche la Darsena, in una posizione di centralità, unitamente al resto della città che già vede consistenti segnali di risveglio».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ne è sempre più convinta la polizia, che sta indagando sull’episodio che ha sconvolto non solo la Marina, ma l’intera città. Si torna, quindi, all’ipotesi originaria dell’incendio doloso, formulata subito dopo l’accaduto. In un primo momento, infatti, l’origine dolosa era stata data quasi per scontata. La pista era stata tralasciata per un momento, basandosi sul fatto che l’incendio, molto probabilmente, è partito dal piano superiore del ristorante. Un elemento che non depone a favore di un eventuale aggressore che intenda bruciare la struttura: più facile passare inosservati agendo in basso. Ma appare chiaro come i primi esiti dei sopralluoghi di vigili del fuoco e della stessa polizia scientifica abbiano convinto gli inquirenti che la pista del corto circuito è meno probabile.
Per avere le idee ancora più chiare la polizia, che ieri ha confermato di ritenere l’ipotesi dolosa come la più plausibile, sta aspettando la relazione conclusiva dei vigili del fuoco. Il documento che chiude il cerchio sugli episodi di questo genere. E che può rappresentare una base per capire dove scavare. Perché se davvero, come pensano gli inquirenti, qualcuno ha volutamente appiccato il fuoco all’Europa, si tratta di un fatto gravissimo. Che poteva avere conseguenze anche più terribili: se i proprietari, che erano all’interno, non fossero fuggiti in tempo dopo aver tentato di spegnere le fiamme avrebbero rischiato di morire bruciati. Inoltre l’Europa è stato avvolto dalle fiamme di domenica mattina, con altri locali a fianco e la pineta – a sua volta interessata dal fuoco – retrostante. Tra decine di turisti arrivati sul lungomare, intossicati dal fumo e spaventati. Scene da incubo che avrebbero potuto essere ancora peggiori.
Ora che la polizia sembra aver intrapreso la pista dolosa è lecito chiedersi chi potrebbe aver voluto compiere il gesto e perché. Gli inquirenti non confermano alcuna traccia, per non scoprire le carte. Ma Torre del Lago, Viareggio e la Versilia non sono nuove a parole sinistre come criminalità ed estorsione. Una punizione, magari per non aver voluto sottostare a un ricatto? Oppure la volontà di affossare un imprenditore come Simone Cecchi e la sua famiglia, che pure sono un punto di riferimento storico della Marina di Torre del Lago? Al momento sono solo illazioni. Lo stesso Cecchi ha smentito di aver ricevuto minacce. Resta un episodio inquietante, a maggior ragione dopo che i sospetti degli inquirenti sembrano concentrarsi sul gesto volontario.
Nel frattempo lo stesso Cecchi attende l’esito della relazione dei vigili del fuoco, incassando la solidarietà dei colleghi. Sia Confesercenti che Confcommercio hanno lanciato un Sos per le condizioni della Marina di Torre del Lago. Secondo Confcommercio «è il momento per l’amministrazione comunale, ovviamente insieme al contributo delle categorie economiche e degli altri enti interessati, di pensare ad un progetto di rilancio che rimetta Torre del Lago, ma anche la Darsena, in una posizione di centralità, unitamente al resto della città che già vede consistenti segnali di risveglio».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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