Sicurezza
Ruota panoramica guasta «Uno spavento lungo un’ora»
di Donatella Francesconi
Una mamma con il suo bambino ha documentato con video e audio la disavventura I gestori ammettono il problema: «Ma non è durato più di trenta minuti»
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VIAREGGIO. Sono le 19,25 quando la signora Marcella invia al proprio compagno un messaggio dall’alto della ruota panoramica: «Siamo al secondo giro...ci siamo fermati...ho un po’ di paura». Nell’era della comunicazione a portata di smartphone c’è anche un video, nel quale la donna appare visibilmente spaventata. Seduto vicino a lei il bambino, l’album dei Pokemon sulle ginocchia. Da lì a quando la ruota riprende a funzionare si faranno le 20,40: «È l’ora in cui si è rimessa in moto, anche se procedeva a scatti».
In quel “viaggio” della ruota panoramica che vanta l’altezza maggiore, in Italia, tra quelle non permanenti l’attrazione non era affollata. «C’erano dei ragazzi sotto di noi», prosegue il racconto, «che fischiando cercavano di attirare l’attenzione di chi era sotto». Già. Perché nel mentre che la ruota era ferma, con le sue cabine chiuse dal plexigas, in un caldo davvero pesante e con la brezza marina che le faceva oscillare - fa notare mamma Marcella - «non siamo stati raggiunti da nessuna comunicazione che arrivasse dai gestori. Possibile che nelle cabine non siano stati pensati dei citofoni, degli altoparlanti per comunicare con il gabbiotto della cassa? E se qualcuno sta male? Siamo sicuri che vada bene così?».
I passeggeri sospesi nel vuoto hanno anche gridato, nel tentativo di farsi notare da chiunque a terra avesse alzato il naso per aria. «Quando siamo scesi ci sono stati offerti dei biglietti per un altro giro», sono le parole di Marcella al “Tirreno”: «Ma io ho voluto indietro i soldi. E non mi vedranno mai più».
I gestori dell’attrazione- portata a Viareggio dalla società “Altravista Wheel Srl” di Fabio Martini (che ha vinto il bando pubblico) ma gestita da Danilo Parisi - ammettono il gusto, interpellati dal “Tirreno” ieri pomeriggio: «Non più di mezz’ora, però». La ruota panoramica - viene spiegato - «ha quattro sistemi di sicurezza. Abbiamo avuto un guasto sulla linea elettrica e abbiamo dovuto azionare quella di sicurezza e portare le cabine a terra con procedura manuale. Il fatto che a bordo ci fossero poche persone ha rallentato un po’ l’operazione per una questione di equilibri. Nel guasto, però, abbiamo toccato con mano che il sistema di sicurezza funziona».
Intanto, in Municipio, tra ragioniere capo e società “ICare” è in corso un botta e risposta “caldo” sul suolo pubblico nella piazza in concessione al Comune dal Demanio. Gli uffici comunali hanno rilasciato un subingresso secondo il Codice della navigazione alla “Altravista” per posizionare la ruota. Ma chi paga e quanto?
In quel “viaggio” della ruota panoramica che vanta l’altezza maggiore, in Italia, tra quelle non permanenti l’attrazione non era affollata. «C’erano dei ragazzi sotto di noi», prosegue il racconto, «che fischiando cercavano di attirare l’attenzione di chi era sotto». Già. Perché nel mentre che la ruota era ferma, con le sue cabine chiuse dal plexigas, in un caldo davvero pesante e con la brezza marina che le faceva oscillare - fa notare mamma Marcella - «non siamo stati raggiunti da nessuna comunicazione che arrivasse dai gestori. Possibile che nelle cabine non siano stati pensati dei citofoni, degli altoparlanti per comunicare con il gabbiotto della cassa? E se qualcuno sta male? Siamo sicuri che vada bene così?».
I passeggeri sospesi nel vuoto hanno anche gridato, nel tentativo di farsi notare da chiunque a terra avesse alzato il naso per aria. «Quando siamo scesi ci sono stati offerti dei biglietti per un altro giro», sono le parole di Marcella al “Tirreno”: «Ma io ho voluto indietro i soldi. E non mi vedranno mai più».
I gestori dell’attrazione- portata a Viareggio dalla società “Altravista Wheel Srl” di Fabio Martini (che ha vinto il bando pubblico) ma gestita da Danilo Parisi - ammettono il gusto, interpellati dal “Tirreno” ieri pomeriggio: «Non più di mezz’ora, però». La ruota panoramica - viene spiegato - «ha quattro sistemi di sicurezza. Abbiamo avuto un guasto sulla linea elettrica e abbiamo dovuto azionare quella di sicurezza e portare le cabine a terra con procedura manuale. Il fatto che a bordo ci fossero poche persone ha rallentato un po’ l’operazione per una questione di equilibri. Nel guasto, però, abbiamo toccato con mano che il sistema di sicurezza funziona».
Intanto, in Municipio, tra ragioniere capo e società “ICare” è in corso un botta e risposta “caldo” sul suolo pubblico nella piazza in concessione al Comune dal Demanio. Gli uffici comunali hanno rilasciato un subingresso secondo il Codice della navigazione alla “Altravista” per posizionare la ruota. Ma chi paga e quanto?
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