Toscana
Movida, parte l’esposto dei locali di Lido di Camaiore contro i residenti
Tanti controlli delle forze dell’ordine e mai una multa per superamento dei decibel. Il Violet Hill Caffè: "Così ci danneggiano, li abbiamo segnalati per procurato allarme"
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LIDO DI CAMAIORE. «Vedi, queste sono del novembre del 2016, queste di dicembre, e poi gennaio, febbraio, marzo fino ad arrivare ad oggi, un controllo ogni fine settimana. E, ogni volta, eravamo sempre in regola». Maurizio Costa mostra il mucchio di verbali appoggiati sul bancone del suo bar, il Violet Hill Caffè sul viale Colombo di Lido di Camaiore. Saranno una trentina. Forse qualcosa in più. Li hanno compilati e lasciati, nel corso di un anno, carabinieri e polizia municipale dopo i controlli sui rumori, attivati, ogni volta, sulla base di esposti, chiamate e lamentale dei residenti. E mai una volta che il Violet Hill avesse sgarrato. I permessi c’erano, la musica era nei limiti, il chiacchiericcio nemmeno così alto. Eppure le chiamate alle forze dell’ordine sono continuate. Tanto che alla fine anche loro hanno deciso di presentare un contro-esposto, anzi due, per procurato allarme.
«Non ci hanno mai multati perché rispettavamo sempre le regole, ma ogni volta dobbiamo interrompere il servizio, uscire fuori, aspettare i rilievi, firmare verbali», racconta Maurizio, 31 anni, che lo scorso anno decise di aprire il locale, il suo primo locale, insieme a un’altra giovane versiliese, Angelica Silletti, 30 anni. «Questa zona stava morendo, non c’è più nulla che attragga i giovani – commenta Angelica –. Il Comune deve aiutarci, anzi tutelarci dai residenti. Ci stanno danneggiando».
Il locale è sotto il mirino degli esposti in particolare per la musica live. Concertini acustici, che a mezzanotte sono già finiti. Altri due locali di viale Colombo hanno collezionato esposti e controlli delle forze dell’ordine: il Fior di Sommelier e il Caffè Mai Tai, anche quest’ultimo aperto da pochi mesi da due giovani viareggini già bastonati dai residenti. Carabinieri e polizia municipale hanno fatto valanghe di controlli nei locali nei mesi scorsi e, di questi tre, solo al Mai Tai, i decibel hanno effettivamente superato il limite consentito. Lo rilevò Arpat, secondo cui il rumore prodotto dal karaoke che prendeva vita nella veranda determinava «un ampio superamento del valore limite differenziale di immissione vigente nel tempo di riferimento notturno». Per questo il Comune aveva emesso un’ordinanza che vietava al locale il karaoke nella veranda. Restrizione, fino ad oggi, sempre rispettata. Ma non è bastato ai residenti, perché, da allora, di chiamate alle forze dell’ordine, ne sono continuate ad arrivare.
E adesso parte l’appello dei locali. «Non sono i residenti che non riescono a dormire per colpa dei locali – commenta Maurizio –: sono i locali che adesso non riescono più a lavorare per colpa dei residenti. Lo ripeto: il Comune deve tutelarci».
Melania Carnevali
«Non ci hanno mai multati perché rispettavamo sempre le regole, ma ogni volta dobbiamo interrompere il servizio, uscire fuori, aspettare i rilievi, firmare verbali», racconta Maurizio, 31 anni, che lo scorso anno decise di aprire il locale, il suo primo locale, insieme a un’altra giovane versiliese, Angelica Silletti, 30 anni. «Questa zona stava morendo, non c’è più nulla che attragga i giovani – commenta Angelica –. Il Comune deve aiutarci, anzi tutelarci dai residenti. Ci stanno danneggiando».
Il locale è sotto il mirino degli esposti in particolare per la musica live. Concertini acustici, che a mezzanotte sono già finiti. Altri due locali di viale Colombo hanno collezionato esposti e controlli delle forze dell’ordine: il Fior di Sommelier e il Caffè Mai Tai, anche quest’ultimo aperto da pochi mesi da due giovani viareggini già bastonati dai residenti. Carabinieri e polizia municipale hanno fatto valanghe di controlli nei locali nei mesi scorsi e, di questi tre, solo al Mai Tai, i decibel hanno effettivamente superato il limite consentito. Lo rilevò Arpat, secondo cui il rumore prodotto dal karaoke che prendeva vita nella veranda determinava «un ampio superamento del valore limite differenziale di immissione vigente nel tempo di riferimento notturno». Per questo il Comune aveva emesso un’ordinanza che vietava al locale il karaoke nella veranda. Restrizione, fino ad oggi, sempre rispettata. Ma non è bastato ai residenti, perché, da allora, di chiamate alle forze dell’ordine, ne sono continuate ad arrivare.
E adesso parte l’appello dei locali. «Non sono i residenti che non riescono a dormire per colpa dei locali – commenta Maurizio –: sono i locali che adesso non riescono più a lavorare per colpa dei residenti. Lo ripeto: il Comune deve tutelarci».
Melania Carnevali
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