Sicurezza
Si fingono finanzieri per estorcere denaro
Chiedono un milione e mezzo a un antiquario: due condanne e un patteggiamento per la banda
PIETRASANTA. Finti finanzieri sono stati condannati per una tentata estorsione ai danni di un antiquario che vive tra la Svizzera e Marina di Pietrasanta. Si è tenuta nel tribunale di Lucca l’udienza di fronte al gup Antonia Aracri per la vicenda che vedeva imputati due uomini, Umberto e Riccardo Mudadu, rispettivamente zio e nipote, entrambi originari della Sardegna. Con loro coinvolta nella vicenda una giovane di 22 anni originaria della Slovacchia, Monika Janova.
I tre erano stati denunciati dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lucca per un tentativo di estorsione avvenuto ai danni di un antiquario residente in Svizzera, che è solito trascorrere le vacanze a Marina di Pietrasanta. Proprio a Marina è avvenuto l’episodio contestato.
Riccardo Mudadu ha patteggiato una pena a due anni di reclusione, mentre lo zio Umberto ha optato per l’abbreviato, prendendo una condanna a un 1 anno e 8 mesi. Abbreviato anche per Janova, condannata a un anno di reclusione. A far partire l’indagine era stata la denuncia della vittima, oggetto di telefonate minacciose da sedicenti “ex ufficiali della Finanza”, che sostenevano di essere in possesso di documentazione amministrativa e contabile appartenuta a un suo defunto avo, commerciante di opere d’arte a Lucca e su tutto il territorio nazionale, che gli avrebbe procurato danni economici.
Seguiva richiesta di denaro: un milione e 500mila euro, poi ridotti a 400mila euro. Ma i carabinieri riuscirono a individuare i tre estorsori: uno dei tre aveva lavorato nella casa della vittima.
Da lì partì il procedimento penale che si è concluso con due condanne e un patteggiamento.
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