Il Tirreno

Versilia

Niente rimborsi per il blackout

Melania Carnevali
Niente rimborsi per il blackout

L’Autorità per l’energia prevede indennizzi solo nel caso l’interruzione sia superiore alle otto ore

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FORTE DEI MARMI. Hanno dovuto buttare via mozzarelle, orate e seppie o le hanno dovute cucinare tutte insieme inventando al volo nuovi menu. Hanno perso caffè, cappuccini, gettoni per la doccia. Hanno incassato sbuffate e accidenti e ne hanno regalati altrettanti. E tutto questo, con tutta probabilità, finirà con un “scusateci per il disagio”. Né balneari, né albergatori o ristoratori, né tantomeno i residenti avranno diritto a un centesimo di rimborso per i danni causati dalle oltre quattro ore di black-out che domenica, in pieno pomeriggio e in piena estate, hanno spento mezzo Forte dei Marmi.

O almeno questo è quello che si legge nel sito dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas che stabilisce le regole per gli indennizzi in caso di interruzione dell’energia. L’Autorità stabilisce infatti che il rimborso (da 30 a 300 euro per le famiglie e rimborsi fino a 6.000 euro alle imprese, che in genere finiscono direttamente in bolletta) è previsto in caso di interruzioni di energia elettrica «di durata superiore agli standard».

Bene: la durata “standard” cambia – e non è ben chiaro il motivo – in base al numero di abitanti di una città (e al tipo di utenza) e viene quindi classificata in base a tre «gradi di concentrazione»: si chiamano così. Alta concentrazione, sono i comuni con più di 50.000 abitanti; media concentrazione, sono i comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 50.000 abitanti; e bassa concentrazione, i comuni con meno di 5.000 abitanti.

Prendendo il caso quindi di Forte dei Marmi (media concentrazione), l’Autorità prevede che lo standard di durata da superare sia di 12 ore per le famiglie. Per una impresa, invece, se connessa in bassa tensione, si applicano gli stessi standard; se invece è connessa in media tensione, lo standard da superare sarà di 6 ore. E se le cose stanno così, essendo stato il black-out al Forte di nemmeno 5 ore, nessuno avrebbe diritto a niente.

Gli albergatori, in ogni caso, hanno già annunciato a Il Tirreno di voler far causa. I balneari, pure, «una protesta», anche se non è chiaro quale. «Se così sarà attiveremo i nostri uffici legale», risponde Enel.

«Di quello che succede sotto terra – fanno sapere dall’azienda – non si ha lo stato preciso. E possono capitare guasti di questo tipo». Il black-out è stato causato da un doppio guasto. Con il primo, è intervenuta Enel mettendo fuori servizio il cavo guasto e, per procedere alla riparazione, attivando la linea di riserva. Anche quella però era guasta. «Non tutti sono rimasti senza corrente – continuano da Enel –: c’è chi è rimasto isolato anche solo venti minuti».

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In tutto sono state circa novecento le utenze, fra case, alberghi, bar, ristoranti, stabilimenti balneari, coinvolti dall’interruzione di energia elettrica. Luce spenta, frigoriferi silenziosi, telefoni fuori uso. Dalle 13 alle 17.30 circa senza energia, fino alla riparazione di uno dei due cavi danneggiati. Ieri gli operai hanno concluso la riparazione del secondo cavo, hanno rimesso schema la rete e rimosso il cavo attrezzo.
Tutto al Forte dei Marmi sembra tornato come prima, nella speranza che non succeda più. Non in una domenica di luglio, almeno.


 

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