Il Tirreno

Versilia

Tuffi dal pattìno di salvataggio: mille euro di multa al bagnino

Tuffi dal pattìno di salvataggio: mille euro di multa al bagnino

Il dipendente del bagno Laura aveva portato alcuni ragazzini al largo. La Guardia costiera: il natante deve essere utilizzato solo per il soccorso

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FORTE DEI MARMI. Il pattìno rosso di salvataggio era al largo, non lontano dal Pontile di Forte dei Marmi. Sopra c’erano il bagnino e alcuni ragazzini fradici. “Sarà un’emergenza”, hanno pensato i militari della Guardia costiera mentre si avvicinavano veloci a loro con la motovedetta della Capitaneria. E invece nessuna emergenza. Il gruppetto stava faceva semplicemente il bagno, a cento metri della riva, costumini bagnati e grida al tuffo. Peccato che lo stessero facendo con il pattino di salvataggio e che il bagnino fosse in orario di servizio.

Ed ecco che quello che voleva essere un regalo ai piccoli clienti dello stabilimento, si è trasformato in una sanzione, e anche salata, per il bagno Laura del Forte. La multa, di oltre mille euro, in realtà, dovrà pagarla il bagnino (anche se ne risponderà anche il titolare), dal momento che è stato lui a sgarrare.

Alla vista dei militari della guardia costiera, «con tanto di maglietta rossa indossata – fanno sapere dalla Capitaneria di porto – avrebbe anche «velocemente» sbarcato «i passeggeri improvvisati». Non tanto velocemente per non farsi beccare.

Nei suoi confronti, come detto, è scattato un verbale amministrativo da 1.032 euro per aver violato l’ordinanza di sicurezza balneare, la 71 del 2015, della Capitaneria di porto di Viareggio, secondo cui «l’assistente ai bagnanti non deve essere impegnato in altre attività diverse da quelle connesse con il salvataggio, mentre l’unità nautica destinata al salvamento (in Versilia il meglio conosciuto pattino) non deve essere in alcun caso destinata ad altri usi».

Il bagnino, in altre parole, negli orari di servizio, deve controllare il mare e punto. Può stare seduto anche sul pattino, se preferisce. In acqua o in spiaggia. Ma deve vigilare il mare. E il pattino di salvataggio non può essere utilizzato per altri scopi all’infuori del salvataggio. Anche se, in buona fede, il bagnino voleva solo far fare un bagno al largo ai piccoli balneari che imploravano tuffi nei fondali alti del mar Tirreno. «Il comportamento dell’assistente bagnanti è stato alquanto imprudente e pericoloso – dicono ancora dalla Capitaneria di porto di Viareggio –: in caso di bisogno, infatti, il mezzo di salvamento non sarebbe stato pronto per l’uso fondamentale cui è destinato, con possibili ritardi nella gestione di eventuali soccorsi».

(mel. car.)

 

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