Italia
Le portano via la cassaforte: "Riportate solo il cellulare di mio padre, è morto"
I ladri portano via da una casa popolare una cassaforte: dentro ci sono una fede e un telefono. L’appello su Facebook della proprietaria diventa virale
PIETRASANTA. Quando hanno visto quella cassaforte nella stanzetta chiusa a chiave, avranno pensato di aver trovato l’El Dorado nascosto in una casa di un quartiere popolare. Invece, dietro quella matrioska di porticine non c’erano né oro, né gioielli, né soldi in contanti appena prelevati. Nulla che potessero rivendere per poter almeno sbarcare il lunario. Ma c’erano due oggetti che erano tutto per Valentina, la proprietaria, che vive con il fratello nella casa popolare al numero civico 52 di via Bugneta, in zona Africa, a Pietrasanta, in cui, la scorsa notte, sono entrati i ladri: una fede nuziale e un vecchio cellulare Alkatel. Appartenevano rispettivamente alla mamma e al papà, morti entrambi: la prima cinque anni fa, il secondo due mesi fa.
Giocherellare con l’anello, fissare le parti scolorite pensando alla mano della mamma. E accendere il cellulare del papà, guardare la rubrica, le ultime chiamate fatte dal suo primo amore ancora in vita. «Per me erano tutto quello, era come se una parte di loro fosse ancora qui», commenta Valentina, 29 anni, che appena subito il furto ha lanciato un appello su Facebook, condiviso in poche ore da centinaia di persone, in cui chiede che le venga restituito almeno il cellulare. «Non chiedo nemmeno che mi riportino la fede, che chissà dove sarà. Ma quel telefonino non ha valore, se non per me».
I ladri entrano nella casa in una notte in cui lei non c’è. «Ero a Cecina», racconta. Il fratello è a lavoro. I cani, due pincher nani, in casa. Sono da poco passate le 23. I ladri passano dalla finestra del bagno. Alzano la tapparella e la tengono alzata con un pezzo di legno. «La finestra era aperta perché faceva caldo – racconta Valentina –. Una volta non avevamo nemmeno bisogno di chiudere a chiave la porta: chi poteva venire a rubare nelle case popolari». Entrano e si dirigono nella camera da letto e buttano all’aria tutto. I cani intanto iniziano ad abbaiare come matti. Cercano ovunque: nei cassetti, negli armadi, nelle scatole, sotto il letto. Non trovano nulla. I vicini, attirati dai cani, gridano. Cambiano stanza. Notano la porta di una camera chiusa a chiave e la sfondano a spallate. Dentro c’è la tv, il computer, un salvadanaio pieno di monete. Lì accanto, una cassaforte chiusa. Prendono solo quella e fuggono via. “Abbiamo rubato un bel malloppo”, avranno pensato.
E invece non troveranno nulla, a parte qualche telefono rotto e braccialetto di bigiotteria. Ma, nonostante tutto, sono riusciti a portare via l’unica cosa di valore per Valentina: i ricordi.
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