Piovono esposti a Lido contro i locali della movida
Tre locali di viale Colombo presi di mira dai residenti per la musica e gli schiamazzi Carabinieri e vigili al lavoro per individuare i trasgressori, ma per ora nessuna multa
LIDO DI CAMAIORE. Quanto è difficile far combaciare i tempi individuali con quelli sociali, far coincidere le albe del sole con quelle del lavoro. C’è un residente di viale Colombo, ad esempio, che, quando si sveglia per andare al lavoro, sente il rumore delle saracinesche dei locali che si abbassano, gli ultimi schiamazzi dei giovani ancora un po’ brilli che si incamminano verso casa, e vede la luna luminosa nel cielo che si deve ancora schiarire. Sessant’anni, trenta dei quali trascorsi a lavorare di notte.
È suo il record di esposti alle forze dell’ordine contro i locali di viale Colombo, a Lido di Camaiore. Tre in una sola settimana, quindici in poco più di un mese. Chiama e protesta contro la musica, contro gli schiamazzi, contro tutti i rumori che salgano in casa dal viale della Movida. Ai suoi, di esposti, si aggiungono quelli di altri residenti della zona. Proprietari di case nel cuore della vita estiva di Lido e che da Lido non vogliono o non possono andarsene.
Tre i locali presi di mira dai residenti, tutti e tre sul viale Colombo: il Violet Hill Caffè, Fior di Sommelier e Caffè Mai Tai. Chi fa il karaoke, chi concerti live, chi ha solo musica di sottofondo. Sempre troppo alta, però, secondo chi vive nei dintorni.
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Da maggio sono partiti i controlli della polizia municipale di Camaiore, guidata dal comandante Claudio Barsuglia, e dai carabinieri di Lido coordinati dal maresciallo Romolo Castellano. Anche Arpat sta facendo sopralluoghi per capire se ci siano casi di inquinamento acustico.
Ad oggi, però, l’unico caso accertato è stato, a fine maggio, quello del Mai Tai, locale aperto da due giovani viareggini lo scorso febbraio. Secondo l’Agenzia – intervenuta dopo un esposto dei residenti – il rumore prodotto dal karaoke che prendeva vita nella veranda determinava «un ampio superamento – si legge nella note – del valore limite differenziale di immissione vigente nel tempo di riferimento notturno». Per questo il Comune aveva emesso un’ordinanza che vietava al locale il karaoke nella veranda.
Restrizione, fino ad oggi, rispettata. Ma non basta ai residenti, perché, da allora, di chiamate alle forze dell’ordine, ne sono continuate ad arrivare. Per gli altri due locali, invece, ad oggi né carabinieri né polizia municipale né tanto meno Arpat hanno elevato sanzioni. La musica toglierà il sonno ad alcuni residenti, ma non è fuorilegge.
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