Il sogno della pittura in una fiaba viareggina
La giornalista Cristina Bulgheri nella cinquina di finalisti di Un Premio per l’Europa con il racconto dedicato a Berthe Morisot. In autunno la cerimonia a Strasburgo
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VIAREGGIO. Narrare la parità di genere nel 2017, guardando a cosa succede nel mondo ma anche in casa nostra. Un argomento sempre di stretta attualità che può essere lo spunto per riflettere e capire meglio la società contemporanea, occidentale e non. Questo il tema della quarta edizione di “Un Premio per l’Europa”, ideato dall’Associazione Woman to Be nel 2011 che ha visto emergere Cristina Bulgheri, giornalista e scrittrice livornese ormai trapiantata a Viareggio.
Si tratta di un premio letterario - spiegano gli organizzatori - che ha l’obiettivo di fornire ai piccoli lettori un immaginario alternativo a quello tradizionalmente veicolato dalla letteratura per l'infanzia, denso di stereotipi sessisti. I concorrenti sono chiamati a creare storie contenenti modelli femminili e maschili alternativi e nuove relazioni di genere, improntate all’interscambiabilità dei ruoli e delle caratteristiche psicologiche e comportamentali dell’uno e dell’altro sesso. Cristina Bulgheri ha centrato perfettamente il bersaglio. Il suo racconto, intitolato “Berthe, una vita a colori”, è entrato nella cinquina di finalisti selezionati dalla giuria presieduta dalla presidente dell’associazione “Woman to Be” Maria Grazia Anatra e composta da esperti provenienti dalla ricerca universitaria (Irene Biemmi), dall’editoria per ragazzi (Luisella Arzani, responsabile editoriale Giralangolo Torino), dalla letteratura per l’infanzia (Anselmo Roveda, coordinatore redazionale Andersen).
La scrittrice viareggina, insieme agli altri quattro finalisti, parteciperà alla cerimonia di premiazione che si svolgerà in autunno a Strasburgo, presso l’Istituto italiano di cultura.
La protagonista del racconto è la pittrice Berthe Marie Pauline Morisot, che riuscì a diventare la “signora dell’impressionismo” malgrado all’epoca alle donne non fosse permesso studiare per diventare artiste. La scrittura nitida e puntuale di Cristina Bulgheri ne traccia, con immagini suggestive e perfetta sintesi, il percorso guidato dalla passione per la pittura, i colori, l’arte.
Questo racconto viene dopo il libro pubblicato da Cristina Bulgheri per Felici Editore, “C@ro Babbo Natale”, una fiaba deliziosa per i bambini ma anche per i genitori, dedicata al rapporto tra uomo e tecnologia, tra i sogni e la modernità. Un tema, quest’ultimo, che ritorna - sebbene con un registro e uno sfondo narrativo diversi - in “Berthe”. (l.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Si tratta di un premio letterario - spiegano gli organizzatori - che ha l’obiettivo di fornire ai piccoli lettori un immaginario alternativo a quello tradizionalmente veicolato dalla letteratura per l'infanzia, denso di stereotipi sessisti. I concorrenti sono chiamati a creare storie contenenti modelli femminili e maschili alternativi e nuove relazioni di genere, improntate all’interscambiabilità dei ruoli e delle caratteristiche psicologiche e comportamentali dell’uno e dell’altro sesso. Cristina Bulgheri ha centrato perfettamente il bersaglio. Il suo racconto, intitolato “Berthe, una vita a colori”, è entrato nella cinquina di finalisti selezionati dalla giuria presieduta dalla presidente dell’associazione “Woman to Be” Maria Grazia Anatra e composta da esperti provenienti dalla ricerca universitaria (Irene Biemmi), dall’editoria per ragazzi (Luisella Arzani, responsabile editoriale Giralangolo Torino), dalla letteratura per l’infanzia (Anselmo Roveda, coordinatore redazionale Andersen).
La scrittrice viareggina, insieme agli altri quattro finalisti, parteciperà alla cerimonia di premiazione che si svolgerà in autunno a Strasburgo, presso l’Istituto italiano di cultura.
La protagonista del racconto è la pittrice Berthe Marie Pauline Morisot, che riuscì a diventare la “signora dell’impressionismo” malgrado all’epoca alle donne non fosse permesso studiare per diventare artiste. La scrittura nitida e puntuale di Cristina Bulgheri ne traccia, con immagini suggestive e perfetta sintesi, il percorso guidato dalla passione per la pittura, i colori, l’arte.
Questo racconto viene dopo il libro pubblicato da Cristina Bulgheri per Felici Editore, “C@ro Babbo Natale”, una fiaba deliziosa per i bambini ma anche per i genitori, dedicata al rapporto tra uomo e tecnologia, tra i sogni e la modernità. Un tema, quest’ultimo, che ritorna - sebbene con un registro e uno sfondo narrativo diversi - in “Berthe”. (l.m.)
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