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Lavarone a Lido di Camaiore, l’ira dei balneari
Favilla accusa Marina di Pietrasanta: siamo invasi e loro non aiutano la raccolta
LIDO. Infuria la polemica a Lido di Camaiore per la presenza del lavarone. Presenza per cui il Comune ha chiesto il supporto della Regione.
Per i pochi che non lo sanno il lavarone viene portato dal mare: si tratta di materiale organico, quindi sarebbero rifiuti organici. Ma spesso e volentieri, purtroppo, nei cumuli ci sono anche altri materiali che non sono organici: ad esempio plastica. Per questo motivo si richiede uno smaltimento che è quello dei rifiuti speciali, con conseguenti polemiche da parte dei balneari che se lo ritrovano in spiaggia.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco è un intervento al calor bianco di Emiliano Favilla, leader della categoria balneare la cui famiglia gestisce il bagno Venusta.
«La spiaggia a nord di Lido di Camaiore, al confine con Marina di Pietrasanta, è invasa da giorni dal “lavarone” che sta creando, tra l’altro, una brutta immagine per tutta la Versilia», accusa Favilla.
«Il “lavarone” - prosegue Favilla - è materiale organico che in altri paesi diventa una risorsa da utilizzare come fertilizzante. Da noi, invece, rappresenta un disastro anche finanziario perché considerato un “rifiuto speciale”, con grossi problemi per smaltirlo. A parte questo aspetto, che ci auguriamo che qualcuno ci metta la testa, quel materiale andrebbe comunque rimosso immediatamente lavorando giorno e notte per il primario rispetto dei turisti che non meritano, con quello che spendono per le vacanze, di ritrovarsi di fronte a certi spettacoli. Invece, ostacoli burocratici di ogni tipo ne impediscono una celere rimozione».
Ma a finire nel mirino di Favilla e dei balneari di Lido c’è anche la confinante Marina di Pietrasanta.
«Secondo quanto ci viene riferito dalla parte di Pietrasanta - accusa - si impedirebbe di far passare i mezzi per la rimozione da una strada di uscita dalla spiaggia, vicina 50 metri dal punto dove si trova il “lavarone”. Costringendo quei mezzi a fare quasi un chilometro sulla battima con la balneazione in corso per trovare un’altra uscita sul comune di Camaiore».
«Se quelle voci fossero vere - conclude Favilla - saremmo davvero a una vicenda grottesca e ci auguriamo che sia la Capitaneria di Porto di Viareggio che la Regione verifichino immediatamente e intervengano energicamente per rimuovere queste diatribe assurde».
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