Il dolore
lavoro
Il marittimo non è attività usurante
La battaglia del sindacato guidato dal viareggino Claudio Tomei
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VIAREGGIO. Il sindacato dei lavoratori marittimi Usclac-Uncdim-Smacd (Unione sindacale capitani lungo corso al comando-Unione nazionale capitani direttori di macchina - Stato maggiore abilitato al comando o alla direzione di macchina) festeggia i suoi cinquant’anni di attività con una festa in programma domani sera a Genova, Terrazza Colombo. Ieri mattina il presidente, comandante Claudio Tomei, viareggino oggi in pensione ma con 40 anni di navigazione alle spalle, ha voluto ricordare la battaglia che vede impegnato oggi il sindacato per giungere al riconoscimento legislativo delle professioni marittime tra quelle cosiddette usuranti.
In Italia sono 30.000 i marittimi di cui, secondo calcoli Usclac, circa 1.800 avrebbero potuto usufruire quest’anno dei benefici concessi a chi è compreso nelle liste dei lavori usuranti.
La situazione attuale, secondo il sindacato, «non solo danneggia i marittimi come categoria, ma ha anche una serie di conseguenze negative su molti altri aspetti, a cominciare dalla sicurezza della navigazione e dalla tutela ambientale».
Per questo l’obiettivo più prossimo - spiega Tomei al “Tirreno” - è «riuscire ad inserire i marittimi fra gli “usuranti” nella nuova legge di Stabilità, il prossimo ottobre. Per raggiungere il risultato, come sindacato abbiamo contatti con gli esponenti di tutto l’arco parlamentare e siamo in attesa di una prossima convocazione davanti alla commissione lavoro del Senato».
Il sindacato Usclac-Uncdim-Smacd, conclude Toemi, «rappresenta i comandanti e i direttori di macchina, vale a dire le due figure più alte in grado. Ma le rivendicazioni che portiamo avanti insieme a Federmanager, riguardano tutti i lavoratori che operano a bordo delle navi, dagli ufficiali all’equipaggio: tutti infatti condividono una condizione fatta di orari disagiati, condizioni di lavoro pesanti, fatica (mentale e fisica), stanchezza e stress».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
In Italia sono 30.000 i marittimi di cui, secondo calcoli Usclac, circa 1.800 avrebbero potuto usufruire quest’anno dei benefici concessi a chi è compreso nelle liste dei lavori usuranti.
La situazione attuale, secondo il sindacato, «non solo danneggia i marittimi come categoria, ma ha anche una serie di conseguenze negative su molti altri aspetti, a cominciare dalla sicurezza della navigazione e dalla tutela ambientale».
Per questo l’obiettivo più prossimo - spiega Tomei al “Tirreno” - è «riuscire ad inserire i marittimi fra gli “usuranti” nella nuova legge di Stabilità, il prossimo ottobre. Per raggiungere il risultato, come sindacato abbiamo contatti con gli esponenti di tutto l’arco parlamentare e siamo in attesa di una prossima convocazione davanti alla commissione lavoro del Senato».
Il sindacato Usclac-Uncdim-Smacd, conclude Toemi, «rappresenta i comandanti e i direttori di macchina, vale a dire le due figure più alte in grado. Ma le rivendicazioni che portiamo avanti insieme a Federmanager, riguardano tutti i lavoratori che operano a bordo delle navi, dagli ufficiali all’equipaggio: tutti infatti condividono una condizione fatta di orari disagiati, condizioni di lavoro pesanti, fatica (mentale e fisica), stanchezza e stress».
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