Gioco
Al via la costruzione dei nuovi capannoni nell’area portuale
di Donatella Francesconi
Sono cinque invece di sei e nasceranno nella sottozona C1 Sono passati 8 anni dall’assegnazione dei singoli lotti
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VIAREGGIO. Sono passati otto anni da quel 2009 in cui il Comune - non esistendo ancora l’Autorità portuale regionale che sarà istituita nel 2012 - decise di fare un bando per i lotti della sottozona C1 del Piano regolatore portuale, ovvero lo spazio antistante la banchina Lenci. Dove da sempre si lavorano, a vario titolo, imbarcazioni creando problemi di inquinamento oltre che di sicurezza della stesse operazioni. Un bando pubblico al quale parteciparono molti operatori del porto viareggino e che vide aggiudicarsi i lotti da 1.150 metri quadrati ciascuna, di cui 910 scoperti e 240 dedicati a capannoni da 240 metri quadrati, altezza sei metri, le aziende: “Ld Subacquei”, “Gemignani autotrasporti”, “Cantiere Tomei” e “Arpeca”. A questi si sommano gli ampliamenti dei concessionari già presenti sull’area: “Magica”, “Serafini” e “Cucurnia”.
Oggi, con la delibera di variante al Piano attuativo che andrà al voto del consiglio comunale il 10 luglio, la vicenda sembra destinata a concludersi. Dando il via, successivamente all’approvazione della variante, alle richieste di concessioni edilizie che gli interessati dovranno presentare al Comune per realizzare i capannoni. Che non saranno più sei, ma cinque. Come spiegato ieri dall’assessore Federico Pierucci, accompagnato in commissione urbanistica (presidente l’architetto Riccardo Pieraccini) dal personale dell’ufficio tecnico (cosa che non accade mai nelle commissioni, e quindi bene ha fatto Pierucci) e dall’architetto Giovanni Mugnani. Il quale, alla domanda posta dalla capogruppo Cinque stelle, Annamaria Pacilio, su quale fosse il concessionario che si è tirato indietro, ha risposto: «Ha rinunciato Arpeca».
Al segretario dell’Autorità portuale regionale, Fabrizio Morelli, il “Tirreno” ha chiesto come mai non si sia ritenuto di far entrare al posto di Arpeca uno dei partecipanti al bando che non si era aggiudicato alcun lotto: «Arpeca ha rinunciato - risponde Morelli - e a quel punto ho ritenuto opportuno non procedere ad una nuova assegnazione del sesto lotto. Perché era una situazione un po’ stretta, un po’ “impiccata”» dal punto di vista degli spazi che il bando del Comune aveva previsto. Comunque sia, aggiunge Morelli, «il bando non dava diritto ad una graduatoria». Anche se - come da determina numero 2057 del 21 dicembre 2010 prevedeva che a ciascuna domanda fosse attribuito un punteggio determinato dalla presenza o meno dei requisti fissati, con i relativi valori.
Tra le domande poste in commissione anche quella della capogruppo Maria Pacchini (Lega Nord): «Gli operatori che lavorano oggi in quell’area sono stati interpellati?». La risposta dell’assessore è stata «è un’attività che svolge l’Autorità portuale, a noi risulta di sì».
Tra le modifiche che la variante prevede - hanno spiegato i tecnici del Comune - anche «uno aumento parziale degli standard», ovvero dei parcheggi e lo spostamento della cabina elettrica. Un intervento per il quale - ha ammesso l’assessore Pierucci - «il Comune è in ritardo di due anni». Considerando che negli atti allegati alla delibera da approvare è ben evidenziato, documento dopo documento, il pressing dell’Autorità portuale per arrivare a chiudere la vicenda di un Piano attuativo relativo ad un Piano regolatore portuale che oggi è tutto da rifare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Oggi, con la delibera di variante al Piano attuativo che andrà al voto del consiglio comunale il 10 luglio, la vicenda sembra destinata a concludersi. Dando il via, successivamente all’approvazione della variante, alle richieste di concessioni edilizie che gli interessati dovranno presentare al Comune per realizzare i capannoni. Che non saranno più sei, ma cinque. Come spiegato ieri dall’assessore Federico Pierucci, accompagnato in commissione urbanistica (presidente l’architetto Riccardo Pieraccini) dal personale dell’ufficio tecnico (cosa che non accade mai nelle commissioni, e quindi bene ha fatto Pierucci) e dall’architetto Giovanni Mugnani. Il quale, alla domanda posta dalla capogruppo Cinque stelle, Annamaria Pacilio, su quale fosse il concessionario che si è tirato indietro, ha risposto: «Ha rinunciato Arpeca».
Al segretario dell’Autorità portuale regionale, Fabrizio Morelli, il “Tirreno” ha chiesto come mai non si sia ritenuto di far entrare al posto di Arpeca uno dei partecipanti al bando che non si era aggiudicato alcun lotto: «Arpeca ha rinunciato - risponde Morelli - e a quel punto ho ritenuto opportuno non procedere ad una nuova assegnazione del sesto lotto. Perché era una situazione un po’ stretta, un po’ “impiccata”» dal punto di vista degli spazi che il bando del Comune aveva previsto. Comunque sia, aggiunge Morelli, «il bando non dava diritto ad una graduatoria». Anche se - come da determina numero 2057 del 21 dicembre 2010 prevedeva che a ciascuna domanda fosse attribuito un punteggio determinato dalla presenza o meno dei requisti fissati, con i relativi valori.
Tra le domande poste in commissione anche quella della capogruppo Maria Pacchini (Lega Nord): «Gli operatori che lavorano oggi in quell’area sono stati interpellati?». La risposta dell’assessore è stata «è un’attività che svolge l’Autorità portuale, a noi risulta di sì».
Tra le modifiche che la variante prevede - hanno spiegato i tecnici del Comune - anche «uno aumento parziale degli standard», ovvero dei parcheggi e lo spostamento della cabina elettrica. Un intervento per il quale - ha ammesso l’assessore Pierucci - «il Comune è in ritardo di due anni». Considerando che negli atti allegati alla delibera da approvare è ben evidenziato, documento dopo documento, il pressing dell’Autorità portuale per arrivare a chiudere la vicenda di un Piano attuativo relativo ad un Piano regolatore portuale che oggi è tutto da rifare.
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