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Versilia

Quando Villaggio intratteneva al Caffè della Versiliana 

Quando Villaggio intratteneva al Caffè della Versiliana 

Il grande attore aveva un legame speciale con la nostra terra: amico di Panatta e dello scultore Manganelli, veniva spesso qui

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PIETRASANTA. Anche la Versilia ricorda commossa Paolo Villaggio. Come tantissimi personaggi importanti, l’autore del ragionier Ugo Fantozzi conosceva bene e frequentava questa terra. Non era - va detto - il suo luogo perfetto, quello prediletto per trascorrere le vacanze. Qui non ha mai comprato case, qui non si è mai fermato più di tanto. Niente a che vedere con il rapporto che aveva con la Sardegna o l’Argentario. Ma il suo legame con Pietrasanta, Forte dei Marmi, Viareggio era comunque forte. Qui aveva amici, qui aveva locali a cui era affezionato, qui amava intrattenersi e intrattenere.

A segnare questo connubio è stata la Versiliana. Il Caffè in particolare, dove ha partecipato più volte come ospite e dove, nell’estate del 2013, ebbe a ricoprire un ruolo da protagonista. Propose all’allora direttore Manrico Nicolai uno spazio per sé nell’ambito della programmazione del Caffè rimasto orfano di Romano Battaglia e lo ottenne: si chiamava il Caffè del Villaggio, cinque appuntamenti nel cuore dell’estate, che regalarono al pubblico della Versiliana pomeriggi di divertimento arguto e intelligente. «Fu lui a chiamarmi - ricorda Nicolai - mi disse che gli sarebbe piaciuto fare il conduttore. Venne e segnò quell’estate con la sua presenza, soprattutto a livello mediatico. Era una persona con un carattere tosto, che quando si impuntava non era facile da gestire, ma era un grande, sia come artista che come persona. Era un affabulatore, raccontava storie bellissime, era un vulcano di idee. Avrebbe voluto, mi ricordo, curare una versione del Caffè dedicata ai bimbi. Era fantastico. Qui aveva tanti amici, da Adriano Panatta a Ombretta Colli, e spesso lo si poteva incontrare a cena da Lorenzo al Forte o a spasso nel centro di Pietrasanta, che ammirava».

Alla Versiliana, prima dell’estate del Caffè del Villaggio, aveva partecipato nel 2009, sotto la direzione artistica di Massimiliano Simoni, e poi nell’estate di due anni fa, in un incontro con il giornalista Adolfo Lippi. «A parte quello che rappresenta per tutti gli italiani in particolare quelli della mia generazione - ricorda Simoni - Paolo Villaggio era una persona di grande sensibilità e generosità. Aveva aiutato tante persone. Al cinema italiano ha dato tanto, e non solo con Fantozzi. Basta pensare alle sue interpretazioni nei film di Ermanno Olmi e Federico Fellini. Con la Versilia aveva un rapporto particolare, amava Pietrasanta, il centro in particolare, alloggiava sempre all’Hotel Pietrasanta. Una persona squisita, disponibile e perbene».

Non solo la Versilia storica. Anche Viareggio ha ricordi nitidi legati a Villaggio. Come quello del 2003, quando lo premiò a Europa Cinema con Tonino Guerra ed Ettore Scola, o quelli di un decennio prima, quando lui partecipava come ospite al programma Alta Classe che Gianni Minà registrava qui.

In Versilia, infine, veniva spesso a trovare l’amico Gianni Manganelli, scultore e sceneggiatore di alcuni suoi film, che se n’è andato prima di lui, un anno e mezzo fa.

Luciano Menconi

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