Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio

I costruttori sul bando del Carnevale: «No ai tagli di carri e mascherate»

di Claudio Vecoli
La presidente della Fondazione Carnevale Marialina Marcucci
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La presidente della Fondazione Carnevale Marialina Marcucci

Si apre una settimana decisiva per definire il nuovo bando di concorso. Scontro aperto con la Fondazione anche sui compensi e sul collaudo anticipato

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VIAREGGIO. No al taglio di carri e mascherate al termine del prossimo triennio. Un aumento dei compensi più consistente di quello proposto dalla Fondazione. Uno slittamento a fine mese della consegna dei bozzetti. Obblighi meno stringenti per quello che riguarda i tempi del collaudo. Sono questi alcuni dei punti che i costruttori proporranno alla Fondazione in occasione dell’incontro della prossima settimana sul nuovo bando di concorso del Carnevale. E per arrivare il più compatti possibile al braccio di ferro con la presidente Marialina Marcucci e il suo vice Marco Szorenyi – anche se non mancano già alcune defezioni, soprattutto fra i costruttori di seconda categoria – l’assemblea ha nominato alcuni rappresentanti (Alessandro Avanzini e Fabrizio Galli per i carri grandi, Edoardo Ceragioli per i carri piccoli, Emilio Cinquini e Giacomo Marsili per i mascheratisti) chiamati a portare avanti una trattativa che si preannuncia serratissima.

Niente tagli alla cartapesta. Il punto dove più problematica sembra essere una mediazione riguarda il taglio delle costruzioni. Nel bando presentato dalla Fondazione Carnevale ai carristi, infatti, al termine del triennio 2018-2020 – in base al meccanismo delle promozioni e delle retrocessioni - è prevista una riduzione sia di un carro grande che di una mascherata. Questo significa che con il Carnevale 2021 i carri grandi scenderanno da nove ad otto. Stesso taglio riguarderebbe le mascherate in gruppo. Ma su questo argomento i costruttori sono pronti ad alzare un vero e proprio muro. Gli argomenti? Secondo i carristi, non si può pensare di depotenziare la sfilata dei carri, che resta la principale attrattiva del pubblico. Inoltre un taglio dei carri grandi da dieci a nove – con la retrocessione “a tavolino” dell’ex coppia Politi-Borri – la si è già avuta con l’ultima edizione. Insomma, per i carristi non si può più limare lo schema 9-5-9 (9 carri grandi, 5 carri piccoli e 9 mascherate in gruppo) che rappresenta il minimo inderogabile sotto il quale non si può scendere. E a puntellare questa loro tesi, i costruttori portano un dato storico: è dal lontano 1986 che non si scende sotto i nove carri grandi in concorso.

Aumenti più sostanziosi. L’altro punto su cui si preannuncia battaglia riguarda il ritocco dei compensi per i carri. Al momento la Fondazione Carnevale ha previsto per i prossimi tre anni un aumento inferiore al 3 per cento (da 121mila a 124 mila euro per i carri grandi). Un adeguamento che i costruttori ritengono insufficiente e che proveranno a rimpinguare, ma sul quale la Fondazione non sembra intenzionata a trattare. Insomma, la distanza fra le parti al momento sembra essere notevole.

Sicurezza e collaudi. Altro argomento che si preannuncia caldo è quello relativo alla sicurezza. La Fondazione ha infatti previsto regole più stringenti per i carri. L’obiettivo è quello di arrivare ad un collaudo delle costruzioni almeno una settimana prima del corso mascherato d’apertura (che il prossimo anno sarà sabato 27 gennaio). Notoriamente la gran parte dei carristi riesce a completare le proprie costruzioni solo a poche ore dall’inizio della sfilata inaugurale e dunque mal sopporta un vincolo così stretto sui tempi che temono possa avere anche dei risvolti economici.

Maschere isolate. Un capitolo a parte merita anche la questione delle maschere isolate. La Fondazione, dopo le polemiche dello scorso anno legate al mancato rispetto del bando di troppi mascheratisti, ha infatti deciso di istituire regole più ferree che intende far rispettare fino in fondo. I mascheratisti isolati, innanzitutto, per la realizzazione delle proprie opere potranno utilizzare solo e soltanto cartapesta. Inoltre saranno proibite cortei o coreografie di ogni genere (le uniche persone che potranno affiancare il portatore, oltre all’autore, dovranno essere gli addetti alla sicurezza). Inoltre dovranno rispettare l’altezza di 2 metri e 40 centimetri della maschera isolata. Novità anche sul loro numero. Saranno ammessi al concorso solo dieci mascheratisti (l’ultima edizione erano 15) e, al termine dei triennio, il vincitore sarà automaticamente promosso fra i mascheratisti in gruppo. Buone notizie sul fronte dei compensi che passano da 1000 a 1500 euro, ma da ora in poi anche le maschere isolate diventeranno di proprietà della Fondazione e dunque non potranno più essere vendute.

Consegna dei bozzetti. Ultimo punto riguarda la consegna dei bozzetti. Proprio in vista della trattativa sul bando, la Fondazione aveva deciso di far slittare la data di presentazione dal 30 giugno al 10 luglio. Visto che il bando è ancora lontano da una approvazione definitiva, i carristi chiederanno di spostare la scadenza alla fine di luglio. Ma questo, probabilmente, è lo scoglio minore in una trattativa ancora apertissima su tanti fronti.

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