La protesta
Attende 58 minuti al telefono per prenotare la visita, il Cup non risponde
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Il display del telefonino mostra il tempo d'attesaLa donna non riesce ad avere un figlio ed ha bisogno di controlli immediati e continui. "Rischio di saltare il percorso medico"
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MASSAROSA. C’è chi alla registrazione “attenda in linea per non perdere la priorità” riaggancia subito sbuffando, chi decide di aspettare, ma riaggancia comunque qualche minuto dopo maledicendo il mondo. Lei ha deciso di andarci fino in fondo, di vedere quanto avrebbe dovuto aspettare realmente per prenotare una visita al Cup della Versilia. Ha messo quindi il vivavoce, ha appoggiato il cellulare sul tavolo e ha atteso. Un minuto, due minuti, cinque. E ancora nessuna risposta. Lei, nel frattempo, continuava a lavorare. Sei minuti, sette, dieci. Ancora nulla. Quindici, venti, trenta, ancora nulla. Ai 58 minuti la risposta non era ancora arrivata e lei ha deciso di riagganciare.
Lei è una ragazza di 32 anni di Massarosa che vorrebbe avere un figlio con il suo compagno, ma non riesce a rimanere incinta. Ha iniziato da tempo un percorso di visite specialistiche che le serviranno per capire quale sia il problema e come dovrà intervenire. Visite che, però, dovrebbero essere fatte a distanza di un tot periodo l’una dall’altra. «Ho fatto il pap test e l’ecografia mammaria – racconta – adesso dovrei fare un’isteroscopia (ossia un’endoscopia del collo dell’utero, del canale cervicale, della cavità uterina e delle tube, ndr)». E deve farla, spiega, entro sei mesi dall’ultima visita specialista. «Con le liste di attesa che ha Asl rischio di saltarla».
Sta di fatto che non si è limitata a chiamare. Dopo i 58 minuti di inutile attesa ha inviato una mail al Cup. E non ha ricevuto risposta. Il giorno dopo ha provato a richiamare, ma nulla anche questa volta: «Cadeva sempre la linea», racconta. Allora ha mandato un’altra mail di sollecito per la prima mail, ma nulla anche così.
Il punto è che dall’altra parte non c’è nessuno a rispondere. O meglio: qualcuno c’è, ma non basta per tutti. Dopo i pensionamenti, il personale non è stato sostituito e così il call center del Cup è ridotto all’osso. Ci sono solo tre persone a rispondere al telefono e alle mail, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 15. Lo dice lo stesso responsabile del Cup, Enrico Raggi, che aggiunge: «Inoltre ogni tanto qualcuno fa anche servizio allo sportello. È un problema che conosciamo bene: stiamo preparando un progetto di riorganizzazione che dovrebbe partire dopo l’estate».
Nel frattempo, però, la donna non ha ancora prenotato la sua visita. «Lavoro tutti i giorni fino alle 18 e non posso andare di persona al Cup. Mi devono spiegare cosa devo fare per avere diritto a una visita con il servizio sanitario».
Melania Carnevali
Lei è una ragazza di 32 anni di Massarosa che vorrebbe avere un figlio con il suo compagno, ma non riesce a rimanere incinta. Ha iniziato da tempo un percorso di visite specialistiche che le serviranno per capire quale sia il problema e come dovrà intervenire. Visite che, però, dovrebbero essere fatte a distanza di un tot periodo l’una dall’altra. «Ho fatto il pap test e l’ecografia mammaria – racconta – adesso dovrei fare un’isteroscopia (ossia un’endoscopia del collo dell’utero, del canale cervicale, della cavità uterina e delle tube, ndr)». E deve farla, spiega, entro sei mesi dall’ultima visita specialista. «Con le liste di attesa che ha Asl rischio di saltarla».
Sta di fatto che non si è limitata a chiamare. Dopo i 58 minuti di inutile attesa ha inviato una mail al Cup. E non ha ricevuto risposta. Il giorno dopo ha provato a richiamare, ma nulla anche questa volta: «Cadeva sempre la linea», racconta. Allora ha mandato un’altra mail di sollecito per la prima mail, ma nulla anche così.
Il punto è che dall’altra parte non c’è nessuno a rispondere. O meglio: qualcuno c’è, ma non basta per tutti. Dopo i pensionamenti, il personale non è stato sostituito e così il call center del Cup è ridotto all’osso. Ci sono solo tre persone a rispondere al telefono e alle mail, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 15. Lo dice lo stesso responsabile del Cup, Enrico Raggi, che aggiunge: «Inoltre ogni tanto qualcuno fa anche servizio allo sportello. È un problema che conosciamo bene: stiamo preparando un progetto di riorganizzazione che dovrebbe partire dopo l’estate».
Nel frattempo, però, la donna non ha ancora prenotato la sua visita. «Lavoro tutti i giorni fino alle 18 e non posso andare di persona al Cup. Mi devono spiegare cosa devo fare per avere diritto a una visita con il servizio sanitario».
Melania Carnevali
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