Gioco
Coppia di fidanzatini sorpresi a rubare in una casa
I due hanno meno di quattordici anni. Sono stati bloccati dalla polizia municipale e avrebbero colpito già in diverse città. Denunciati i genitori per abbandono di minori
QUERCETA. Da loro, le forze dell’ordine sono riusciti ad avere poche informazioni: il nome, l’età (meno di quattordici anni) e la provenienza (la Croazia). Due volti senza storia, se non quella raccolta dalle foto segnaletiche lasciate in giro per l’Italia durante i loro furti, gli ultimi dei quali messi a segno giovedì (29 giugno) a Querceta. Due in un solo giorno. In pieno giorno. Visi bianchi, smaliziati, ladri sotto gli occhi di chi non dubita di tredicenni.
Entrano prima in una casa, poi in un’altra, e infine fuggono per le strade di Querceta, con oro e gioielli, inseguiti da uno scooter. Alcuni agenti della polizia municipale di Seravezza guidata da Mauro Goduto li vedono, li fermano, li portano nella caserma dei Carabinieri. E lì cercano di ricostruire la loro storia, che non c’è.
Due Bonnie e Clyde in miniatura, mai stati (forse) nel mondo degli adolescenti. Pendolari del crimine da chissà quanto tempo e mossi da chissà chi. Forse solo anime perse in giro per il Paese e adesso finiti in un istituto di accoglienza (avendo meno di 14 anni non possono essere imputabili).
Il primo furto, giovedì, lo mettono a segno in una casa di Querceta. Entrano da una finestra lasciata socchiusa, mettono sottosopra tutto e portano via gioielli e oggetti preziosi e se ne vanno. Arrivano i proprietari, due anziani, che, quando realizzano di aver subito un furto, chiamano i carabinieri. Nel frattempo i due stavano già entrando in un’altra casa non molto lontano.
Ma lì scatta l’allarme. I vicini li vedono e li mettono in fuga. Un uomo prende il motorino e li insegue. I due fuggono e nella fuga incrociano gli agenti della polizia municipale che li fermano. Dentro il marsupio hanno di tutto: monili d’oro, orologi in acciaio (tutti oggetti poi restituiti ai proprietari).
I due vengono allora portati al comando dei carabinieri, ma lì non dicono una parola. Non il nome dei loro genitori, non un indirizzo di casa, non una spiegazione al perché dei furti. Non hanno nemmeno documenti con sé.
Non potendo essere denunciati, vengono quindi portati in un istituto di accoglienza e segnalati alla Procura dei minorenni. È stata poi fatta denuncia contro ignoti per il reato di abbandono di minori, nei confronti dei genitori (se verranno mai identificati).
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