Sicurezza
Le parole di conforto del vescovo
La Messa con le autorità al cimitero della Misericordia
2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Ci sono gesti che fermano il tempo e la frenesia del mondo intorno a noi. Come l’abbraccio che ieri mattina l’arcivescovo di Lucca, monsignor Italo Castellani ha riservato - lasciando la cappella del cimitero della Misericordia e dirigendosi verso di loro - a Daniela Rombi e Marco Piagentini, familiari di quattro delle 32 vittime del disastro ferroviario di Viareggio, otto anni fa. Con loro c’era la signora Adele Chiello, madre di Giuseppe Tusa, una delle nove vite stroncate nel tragico incidente della Torre Piloti in porto a Genova, cinque anni fa.
Presenti alla cerimonia il Prefetto di Lucca, Maria Laura Simonetti, tutte le autorità militari della città, il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, (senza il gonfalone del Comune), i rappresentanti di alcuni del Comuni della Versilia, il consigliere regionale del Movimento Cinque stelle, Gabriele Bianchi, impietrito alla prima visita al mausoleo che racchiude numerose vittime di quella maledetta notte, e tra questi anche Luca e Lorenzo Piagentini, tra i più piccoli a perdere la vita nel disastro ferroviario. Una cappella che racconta la cura continua dei familiari di chi vi è sepolto, i ricordi degli amici, il filo che non si è mai spezzato. Un luogo della memoria e del dolore che è ogni giorno di più un pugno nello stomaco.
«Il vostro è stato un vero sacrificio, un fatto che fa davvero male», sono le parole che monsignor Castellani cerca nel profondo della fede. Lui che otto anni fa ha celebrato le esequie solenne per la maggior parte delle vittime del disastro ferroviario, in uno stadio dei Pini muto e attonito, alla presenza dell’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
«Sempre ritornano i “perché è successo? I “perché, Signore, è successo a noi?”», continua l’omelia: «Noi non dobbiamo dare risposte illusorie a queste domande». Vale per la fede e vale per la giustizia, è facile intuire anche se monsignor Castellani non si avventura fin qui dal luogo di culto. Altre volte, però, il suo dire è risuonato con forza diretto ai responsabili della tragedia di otto anni fa, sui binari a ridosso di via Ponchielli, via Porta Pietrasanta, via Burlamacchi.
Con monsignor Castellani hanno celebrato messa, ieri, i parroci di Viareggio. Perché tutta la comunità è chiamata in questi giorni a rivivere lo strazio di 32 vite strappate alla quotidianità di una sera di prima estate. Credendosi al sicuro. (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Presenti alla cerimonia il Prefetto di Lucca, Maria Laura Simonetti, tutte le autorità militari della città, il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, (senza il gonfalone del Comune), i rappresentanti di alcuni del Comuni della Versilia, il consigliere regionale del Movimento Cinque stelle, Gabriele Bianchi, impietrito alla prima visita al mausoleo che racchiude numerose vittime di quella maledetta notte, e tra questi anche Luca e Lorenzo Piagentini, tra i più piccoli a perdere la vita nel disastro ferroviario. Una cappella che racconta la cura continua dei familiari di chi vi è sepolto, i ricordi degli amici, il filo che non si è mai spezzato. Un luogo della memoria e del dolore che è ogni giorno di più un pugno nello stomaco.
«Il vostro è stato un vero sacrificio, un fatto che fa davvero male», sono le parole che monsignor Castellani cerca nel profondo della fede. Lui che otto anni fa ha celebrato le esequie solenne per la maggior parte delle vittime del disastro ferroviario, in uno stadio dei Pini muto e attonito, alla presenza dell’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
«Sempre ritornano i “perché è successo? I “perché, Signore, è successo a noi?”», continua l’omelia: «Noi non dobbiamo dare risposte illusorie a queste domande». Vale per la fede e vale per la giustizia, è facile intuire anche se monsignor Castellani non si avventura fin qui dal luogo di culto. Altre volte, però, il suo dire è risuonato con forza diretto ai responsabili della tragedia di otto anni fa, sui binari a ridosso di via Ponchielli, via Porta Pietrasanta, via Burlamacchi.
Con monsignor Castellani hanno celebrato messa, ieri, i parroci di Viareggio. Perché tutta la comunità è chiamata in questi giorni a rivivere lo strazio di 32 vite strappate alla quotidianità di una sera di prima estate. Credendosi al sicuro. (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
