Il Tirreno

Versilia

Il Tribunale: vendibili i beni della Patrimonio 

di Donatella Francesconi
Il Tribunale: vendibili i beni della Patrimonio 

Il giudice fallimentare ha respinto il reclamo presentato dal sindaco Nell’ultimo consiglio comunale l’annuncio del ricorso in Cassazione

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VIAREGGIO. È arrivata nel primo pomeriggio di ieri, in una giornata che per Viareggio è sempre molto particolare, la decisione del giudice fallimentare Giacomo Lucente (Tribunale di Lucca) sul reclamo presentato dal sindaco Giorgio Del Ghingaro in merito al Piano di liquidazione della Viareggio Patrimonio presentato dal curatore Donato Bellomo. Reclamo respinto, come lo stesso Del Ghingaro aveva previsto parlando della vicenda nell’ultimo consiglio comunale, appena pochi giorni fa. Ad assistere il sindaco in questo percorso della vicenda fallimento della Patrimonio, sancito nel settembre 2015 dallo stesso Tribunale di Lucca, è stato l’avvocato di fiducia di Del Ghingaro, Leonardo Masi (dello studio Giovannelli&Associati di Prato), che ha avuto un incarico ufficiale dal Comune per un importo di 16.032 euro.

Il sindaco - nell’illustrare al consiglio comunale il percorso scelto - ha annunciato: « «L’opposizione ci serve per fare ricorso in Cassazione. Nell’attesa del giudizio vedremo se il curatore andrà avanti con le vendite. Perché se va avanti, si assume responsabilità importanti». Oggi, con il reclamo respinto dal giudice fallimentare che è l’unico soggetto al quale un curatore fallimentare va avanti, e con l’asta del Centro congresso che è imminente, è chiaro che le vendite dei beni della Viareggio Patrimonio possono e devono essere venduti. In quanto beni disponibili. Come e perché Viareggio si sia ridotta a questo spetta all’accertamento delle responsabilità: un passaggio per il quale né la politica, né la magistratura sembrano fin qui intenzionate a muovere un dito.

Dalle scelte del curatore dipenderanno - così la posizione dell’amministrazione, esplicitata dal sindaco nell’ultima seduta consiliare - le scelte che il Comune prenderà sul ricorso o meno allo strumento del concordato fallimentare per riportare all’Ente pubblico i beni del fallimento Patrimonio. Partendo dal presupposto che «per noi nulla è vendibile», sono state le parole di Del Ghingaro. Parole che non hanno evidentemente convinto il giudice Lucente. Poco disponibile ad accettare ulteriori ritardi o meline nelle vicende dei disastri viareggini.

Si apre, dunque, ufficialmente la stagione delle vendite per impianti sportivi (piscina e Palasport compresi) ed appartamenti dell’emergenza abitativa, secondo il programma contenuto nel Piano di liquidazione del curatore fallimentare della ex società pubblica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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