Il Tirreno

Versilia

Picchiata e derubata in casa da due banditi 

di Claudio Vecoli
Picchiata e derubata in casa da due banditi 

Notte da incubo per la proprietaria del bar Diana di Torre del Lago: «Mi hanno minacciato con un punteruolo alla gola»

4 MINUTI DI LETTURA





TORRE DEL LAGO. È rimasta in balìa dei banditi per un lunghissimo quarto d’ora. Sola, nel cuore della notte, con due uomini col volto coperto da una specie di passamontagna e un terzo a fare da palo in strada, è stata minacciata con un punteruolo alla gola e picchiata a più riprese fino a quando non ha aperto la cassaforte ed ha consegnato loro il denaro e i gioielli che vi erano conservati. Una notte da incubo per Silvana Picchi Lombardi, 75 anni, proprietaria del bar Diana, storico ritrovo di Torre del Lago lungo il viale Puccini, a due passi dalle scuole del paese. Che poteva anche finire peggio se non fosse intervenuta una volante della polizia che ha costretto i malviventi ad una fuga precipitosa (ma con un bottino consistente: quasi cinquemila euro in contanti e tutti i gioielli che aveva in casa).

Tutto è cominciato intorno all’una di notte, quando la donna ha udito un colpo fortissimo provenire dall’esterno della sua abitazione, proprio sopra il bar che gestisce fin dal lontano 1962. «Ero a letto - racconta ancora spaventata - quando mi sono svegliata di soprassalto per un botto violentissimo. All’inizio ho pensato che potesse essere un tuono, visto che avevano annunciato un temporale per la notte. Invece, quando sono andata ad aprire la finestra che si affaccia sul terrazzo, mi sono trovata di fronte a due ombre che stavano cercando di sfondare la finestra e un terzo che se ne stava accovacciato in strada fra due auto in sosta a fare da palo. Quando mi hanno visto, sono riusciti ad entrare e mi hanno letteralmente presa in ostaggio».

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.15547781:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2017/06/28/news/sgominata-banda-di-rapinatori-pendolari-1.15547781]]

Silvana Picchi a quel punto non ha opposto resistenza. «All’inizio ho dato loro i quattrocento euro dell’incasso del bar. Poi hanno cominciato a strapparmi di dosso una collana e gli anelli che portavo alle mani. Ma volevano di più. E, in una strana lingua con accento straniero, mi hanno urlato che dovevo aprire la cassaforte».

La donna ha provato a rispondere che in casa non c’erano casseforti, ma i due banditi non le hanno creduto ed hanno continuato a minacciarla e picchiarla, come se sapessero che invece una cassaforte c’era. E a nulla è servito dire loro che a breve sarebbe arrivato il figlio Roberto che, quando è impegnato in una serata musicale come mercoledì sera, intorno all’una di notte rincasa. «Mi hanno colpito ripetutamente alla testa, senza pietà. E, come se non bastasse, uno dei due mi ha puntato il punteruolo alla gola. Me la sono vista davvero brutta...»

Frugando nelle varie stanze, nascosta dietro un quadro, i malviventi hanno trovato la cassaforte. E a quel punto, con minacce sempre più pesanti, hanno costretto la donna ad aprirla. «All’inizio, da quanto ero terrorizzata, non riuscivo a ricordare neppure la combinazione. Poi sono riuscita ad aprirla e loro hanno preso tutto quello che c’era. Dai quattromila euro in contanti che avevo prelevato per pagare l’architetto che sta seguendo i lavori al bar a tutti i gioielli e all’oro che mio marito mi aveva regalato prima che morisse. Mi hanno portato via tutto. Compresi i ricordi di una vita...», aggiunge amaramente.

Ma una volta ripulita la cassaforte, i ladri hanno continuato a tormentarla, forse convinti che vi fossero altri soldi o altri gioielli da portare via. «Volevano tutto».



Fortunatamente, però, una vicina di casa che abita a pochi metri da lei aveva notato i ladri arrampicarsi sul terrazzo ed aveva dato l’allarme al 113. E così, dopo un quarto d’ora, una volante della polizia è arrivata fin sotto casa della donna. Sentendo le sirene arrivare, i banditi hanno deciso di fuggire via con l’ingente bottino già raccolto fino a quel momento e sono scappati via. «Nel giro di pochi istanti sono saltati di sotto dalla finestra che dà sul retro della casa con l’agilità di un gatto - racconta Silvana Picchi - e sono riusciti a far perdere le proprie tracce».

L’anziana proprietaria del bar Diana, finalmente tranquillizzata, ha raccontato tutto agli agenti cercando di dare loro qualche indicazione utile per le loro ricerche, ma ormai dei malviventi non c’era più traccia.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa