Il dolore
Avvistata la vespa che uccide le api È la prima in Toscana
di Luca Basile
Il calabrone asiatico ha già fatto danni nell’Italia del Nord Scatta l’Sos: se infastidito è pericoloso persino per l’uomo
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PIETRASANTA. Il primo esemplare, in terra di Toscana, è stato avvistato nel cuore della campagna di Pietrasanta, giusto tre giorni fa. Di cosa stiamo parlando? Della vespa velutina, più conosciuto come calabrone asiatico, che ha una sinistra particolarità: è un predatore decisamente aggressivo, la cui dieta è costituita in gran parte da api. «E questo è un serio problema, perché le api non sanno come difendersi dai suoi attacchi: il rischio conseguente è la drastica riduzione delle colonie e quindi di produzione di miele. Basta vedere i danni, importanti, fatti in Liguria per comprendere la potenziale gravità della situazione», spiegano gli apicoltori dell’Azienda Solatio di Seravezza. Già perché la vespa velutina, dopo avere appunto colonizzato metà della Liguria per poi diffondersi in Veneto, Lombardia, Piemonte è planata in Toscana, come riportato dal portale “Stop Vespa Velutina”. «Il calabrone asiastico è stato individuato – si legge nel sito www.greenreport.it – mentre volava in un apiario posto in un uliveto, all’interno di una zona prevalentemente rurale. L’insetto è stato raccolto dal veterinario Enrico D’Addio, specializzato in patologia apistica, ed è stato identificato da Antonio Felicioli del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa, referente locale della rete scientifica di Stop Velutina». L’arrivo in Versilia dell’insetto ha provocato, come prevedibile, la massima allerta in zona ed in Toscana «dove è attiva la rete di monitoraggio di Stop Velutina organizzata localmente dal Crea e dagli apicoltori di ToscanaMiele, dell’Associazione regionale produttori apistici toscani (Arpat) e dell’Associazione apicoltori delle province toscane (Appt). L’esemplare di calabrone asiatico è conservato presso l’Università di Pisa», aggiunge il sito mentre i produttori apistici di Arpat sottolineano che «è bene precisare che il ritrovamento del calabrone non implica la presenza di nidi in Toscana, tuttavia è necessaria la massima attenzione ed è di fondamentale importanza incrementare la rete di monitoraggio di Stop Velutina».
«Fondamentale – aggiungono dall’Azienda Solatio – è riconoscere l’insetto. Anche il calabrone rappresenta un potenziale pericolo per le api, ma poi, alla fine, di fronte all’attacco di più api insieme, soccombe. La vespa velutina no. Ecco perché bisogna intervenire al più presto per evitare le problematiche registrate altrove». Perché limitare la diffusione di questo insetto può significare la salvezza di molti apiari sul suolo toscano e nazionale. Con una postilla: questo tipo di calabrone, se infastidito, è potenzialmente pericoloso anche per l’uomo. Ecco perché è bene evitare di avvicinarsi ai nidi se non si è esperti.
«Fondamentale – aggiungono dall’Azienda Solatio – è riconoscere l’insetto. Anche il calabrone rappresenta un potenziale pericolo per le api, ma poi, alla fine, di fronte all’attacco di più api insieme, soccombe. La vespa velutina no. Ecco perché bisogna intervenire al più presto per evitare le problematiche registrate altrove». Perché limitare la diffusione di questo insetto può significare la salvezza di molti apiari sul suolo toscano e nazionale. Con una postilla: questo tipo di calabrone, se infastidito, è potenzialmente pericoloso anche per l’uomo. Ecco perché è bene evitare di avvicinarsi ai nidi se non si è esperti.
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