Il Tirreno

Versilia

Versilia non solo mare boom di arrivi in collina 

di Cesare Bonifazi
Versilia non solo mare boom di arrivi in collina 

Aumentano del 10% le prenotazioni nelle strutture dell’entroterra

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VIAREGGIO. Quando si parla di colline e di campagna toscana la prima cosa che viene in mente è la Val di Chiana, la Val d’Orcia e il Chianti. Evidentemente dovremo cominciare a rivedere i nostri stereotipi perché se fino ad oggi la Versilia significava mare e sabbia, adesso i turisti vanno alla ricerca di qualcosa di più: il fresco sicuramente, ma anche di paesaggi più rurali e prodotti dell’entroterra.

I numeri versiliesi non si possono certo paragonare ai quelli del turismo balneare, fiore all’occhiello da decenni nella nostra costa, tuttavia il fenomeno è in costante crescita ed è diffuso soprattutto tra i turisti stranieri in cerca di mare ma non solo: arte, equitazione, cibo.

«Quest’anno, più degli anni scorsi, vediamo un forte aumento di prenotazioni nelle strutture collinari della Versilia - dice Paolo Corchia, presidente di Federalberghi Toscana e titolare di un albergo a Forte dei Marmi - in particolare, anche sentendo i primi riscontri di stagione con l’osservatorio del turismo, ci sarebbe una notevole crescita delle prenotazioni, circa del 10%, ma è un numero non definitivo. Le mete che più piacciono ai turisti sono Pietrasanta, e mi riferisco alla zona dove c’è anche la residenza di Botero, e le colline di Camaiore».

Il caso di Pietrasanta in questo senso è emblematico per spiegare il fenomeno: siamo a pochi chilometri dal mare e immersi nella natura e nell’arte.

Questa crescita che, secondo le prime stime sulle prenotazioni, si aggirerebbe, come detto, intorno al 10%. Si traducono in centinaia di presenze in più durante tutto l’anno. In cifre questo significa che, secondo una stima fatta sulla base dei dati ufficiali del Turismo forniti dalla Provincia, se l’anno scorso nei comuni di Massarosa, Camaiore, Pietrasanta, Stazzema e Seravezza ci sono stati in tutto l’anno oltre 10mila presenze in strutture extraalberghiere (per presenze si intende il numero di pernottamenti), come agriturismi e b&b, quest’anno dovrebbero essercene altre 6mila.

Altro dato significativo si riferisce alla permanenza nelle strutture: mentre gli avventori degli alberghi rimangono in media quattro giorni, quelli da agriturismo in generale soggiornano un po’ di più: una media di cinque giorni.

«Il motivo di questo nuovo trend - spiega Corchia - è che il turista odierno è generalmente più esigente e sulle colline riesce a trovare, oltre alle belle vedute, anche la possibilità di arrivare in poco sulla spiaggia e inoltre ha un patrimonio di bellezze unico nel suo genere».

L’unica pecca, la riconosce lo stesso Corchia, è che mancano vere strutture di tipo alberghiero: «Dato che storicamente i nostri imprenditori si trovano lungo la costa, il territorio è per lo più “inesplorato”. Sono sicuro che qualche imprenditore colonizzerà anche quel territorio, sarebbe davvero un esperimento affascinante - afferma - tuttavia per noi albergatori la cosa più importante rimane la lotta all’abusivismo, fenomeno quest’ultimo diffuso assai in alcune zone».

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