Sicurezza
Torna all’Autorità Portuale l’immobile tolto alla Mgl
di Donatella Francesconi
L’azienda era stata raggiunta da interdittiva antimafia della prefettura di Lucca Le saranno messe i conto le spese per la messa in sicurezza dell’edificio
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VIAREGGIO. Il decreto dell’Autorità portuale è il numero 89, con il quale il segretario Fabrizio Morelli sancisce la «ripresa in consegna» dell’immobile di via Virgilio al centro della concessione portuale il cui iter aveva visto aggiudicataria (non definitiva) la Mgl Yachting Srl. Azienda operante in porto a Viareggio, anche in società con altri, colpita da interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Lucca. Provvedimento cui ha fatto seguito il decreto della stessa Authority del 25 gennaio scorso di diniego alla stessa Mgl per la prosecuzione dell’iter amministrativo relativo al via libera alla ristrutturazione dell’immobile di via Virgilio, destinato ad officina navale. L’Authority si rivarrà sulla Mgl per le spese necessarie alla messa in sicurezza di immobile ed area.
Titolari della Mgl risultavano, nell’iter per la concessione, due donne sposate - così dalle informative dei carabinieri dei Nucleo investigativo di Lucca che molto e bene hanno lavorato proprio in porto a Viareggio - con soggetti che secondo gli inquirenti avrebbero collegamenti con il clan dei Cursoti. Della stessa società è stato nominato amministratore unico, il primo marzo 2016, il marito di una delle titolari, Giovanni De Maria. L’altra è, invece, moglie di Ettore Cammarata. Entrambi sono molto noti per le proprie attività in porto a Viareggio.
A sollevare il caso delle infiltrazioni nella Darsena viareggina erano stati i Cinque stelle con l’interrogazione che vedeva primo firmatario il senatore Mario Giarrusso, nell’ottobre scorso. Il lavoro dei parlamentari, dei loro collaboratori (Maurizio Pascucci, Davide Russo ed Angelo Voza, esperti di criminalità organizzata), dei consiglieri regionali toscani, del Movimento viareggino con la capogruppo in consiglio Annamaria Pacilio, aveva portato ad una iniziativa pubblica in città sulle infiltrazioni a Viareggio ed in Toscana. In merito alla vicenda si era espressa anche Rosy Bindi, presidente della Commissione nazionale antimafia, in visita a Firenze. In quell’occasione il senatore Giarrusso aveva annunciato: «Ho parlato della vicenda con il nuovo Prefetto di Lucca (Maria Laura Simonetti, ndr)». «Un lavoro che non finisce qui», è il commento della consigliera Pacilio: «L’impegno contro ogni forma di criminalità organizzata prosegue con le iniziative sul fronte dei beni sequestrati e della loro rapida riassegnazione».
Titolari della Mgl risultavano, nell’iter per la concessione, due donne sposate - così dalle informative dei carabinieri dei Nucleo investigativo di Lucca che molto e bene hanno lavorato proprio in porto a Viareggio - con soggetti che secondo gli inquirenti avrebbero collegamenti con il clan dei Cursoti. Della stessa società è stato nominato amministratore unico, il primo marzo 2016, il marito di una delle titolari, Giovanni De Maria. L’altra è, invece, moglie di Ettore Cammarata. Entrambi sono molto noti per le proprie attività in porto a Viareggio.
A sollevare il caso delle infiltrazioni nella Darsena viareggina erano stati i Cinque stelle con l’interrogazione che vedeva primo firmatario il senatore Mario Giarrusso, nell’ottobre scorso. Il lavoro dei parlamentari, dei loro collaboratori (Maurizio Pascucci, Davide Russo ed Angelo Voza, esperti di criminalità organizzata), dei consiglieri regionali toscani, del Movimento viareggino con la capogruppo in consiglio Annamaria Pacilio, aveva portato ad una iniziativa pubblica in città sulle infiltrazioni a Viareggio ed in Toscana. In merito alla vicenda si era espressa anche Rosy Bindi, presidente della Commissione nazionale antimafia, in visita a Firenze. In quell’occasione il senatore Giarrusso aveva annunciato: «Ho parlato della vicenda con il nuovo Prefetto di Lucca (Maria Laura Simonetti, ndr)». «Un lavoro che non finisce qui», è il commento della consigliera Pacilio: «L’impegno contro ogni forma di criminalità organizzata prosegue con le iniziative sul fronte dei beni sequestrati e della loro rapida riassegnazione».
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