Il Tirreno

Versilia

Seravezza si trasforma in un museo 

di Tiziano Baldi Galleni
Seravezza si trasforma in un museo 

S’inaugura oggi la mostra di Giannelli un percorso espositivo dentro la città

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SERAVEZZA. Nel fiume, nel punto in cui Serra e Vezza si incontrano, si vedono “I Sospesi”. Cinque figure umane galleggiano nell’aria. È il gruppo scultoreo più rilevante della mostra di arte contemporanea di Emanuele Giannelli, “La Danza degli utopisti”. È un’esposizione itinerante, che si può ammirare passeggiando per Seravezza: le installazioni si trovano sulle facciate delle pareti, come in via Campana, nelle cantine del centro storico, e negli spazi pubblici come in piazza Carducci, in via Pea e a Palazzo Mediceo. Seravezza ha deciso di aprirsi all’arte Contemporanea.

«Vogliamo dare inizio a una rassegna, di anno in anno, di sculture di arte contemporanea a Seravezza», ha spiegato il vicesindaco Valentina Salvatori. Che ha aggiunto che tutto va anche nell’«ottica di creare una sinergia e un’integrazione fra il centro storico e l’area Medicea».

La mostra di Emanuele Giannelli sarà inaugurata oggi alle 18, con tanto di camminata lungo il percorso espositivo insieme agli artisti. Con le sculture di Giannelli sono state installate, in un altro progetto indipendente, ma parallelo, quelle di Alfredo Rapetti Mogol e di Gioni David Parra. Il percorso espositivo di Giannelli prende il via a Palazzo Mediceo con “Haida”, un corpo maschile e uno femminile – interamente tatuati - che si incontrano (o si scontrano?) in un gioco di forza e di attrazione. Nel centro storico ci sono altre 6 installazioni che comprendono circa 30 figure umane, che si aggiungono agli studi sull’umanità contemporanea di Emanuele Giannelli. Rende bene l’idea il gruppo di sette sculture in piazza Carducci dal titolo “Mr. Kiribaty”: personaggi racchiusi in una gabbia, tutti uguali ma ognuno “marchiato” con un numero di serie diverso; espressione dell’omologazione e della codificazione verso cui la moderna società ci spinge. «Sarò io il primo spettatore – ha spiegato Giannelli – poiché dopo anni di sculture in musei è la prima volta che espongo in un contesto urbano. È stato stimolante preparare questo percorso espositivo con una luce diversa e altri dettagli insoliti, come un’auto parcheggiata sotto le mie opere».

Il primo obiettivo di “Scultura a Seravezza” - così è definito il progetto - è stato quello di valorizzare tutti i luoghi e gli anfratti di Seravezza, oltre che il patrimonio Unesco di Villa Medicea. Compresi ci sono anche piccoli spazi privati che i residenti hanno messo a disposizione dando grande fiducia all’amministrazione Tarabella e alla Fondazione Terre Medicee. «Con impegno e gran lavoro – ha spiegato l’assessore alla cultura Giacomo Genovesi - siamo riusciti a portare a termine due frammenti di uno stesso progetto di ampio respiro e novità per Seravezza. È una delle nuove impronte della Fondazione Terre Medicee, che mano a mano agisce e si allarga nei confini: è il museo diffuso, una direttrice che abbiamo impresso fin dall’inizio del mandato in funzione del distretto culturale».

La mostra di Giannelli è stata curata dal critico Enea Chersicola. I materiali e le tecniche utilizzati per le sculture evocano mondi alieni e futuristici, grazie anche al recupero e all’utilizzo di elementi di scarto e industriali e cibernetici. Di supporto alle installazioni urbane è stato anche l’architetto comunale Andrea Tenerini. Le opere rimarranno esposte fino al 31 agosto.

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