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Chiusa con un cancello la via per il monte Corchia

Chiusa con un cancello la via per il monte Corchia

STAZZEMA. La cima del monte Corchia adesso sarà un po’meno facile da raggiungere. La via più agevole e veloce, ovvero la strada di arroccamento per la cava Tavolini, è stata infatti sbarrata. Da...

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STAZZEMA. La cima del monte Corchia adesso sarà un po’meno facile da raggiungere. La via più agevole e veloce, ovvero la strada di arroccamento per la cava Tavolini, è stata infatti sbarrata.

Da qualche settimana, la Cooperativa Condomini di Levigliani ha deciso di installare – con regolari permessi di Comune e Parco delle Apuane – un enorme cancello nei pressi della galleria del Pirosetto. Rimarrà aperto solo in concomitanza con le attività di escavazione.

Il resto dei giorni, per raggiungere la vetta si dovrà percorrere o il sentiero che parte dal Rifugio di Mosceta. O arrampicarsi per l’impervia via che proprio dal cancello lascia la strada sterrata. Due sentieri non propri accessibili a tutti.

La scelta della Coop Condomini ha mandato su tutte le furie il consigliere di minoranza di Stazzema, Baldino Stagi, che ha scritto a tutti gli enti interessati, fra cui la Regione Toscana.

«Quel cancello lì non si può mettere», dice Stagi. Se la Condomini si fa forte del fatto che quella strada si trova su una proprietà privata, e che hanno il diritto di chiudere quello che è a tutti gli effetti un cantiere di lavoro (la cava), Stagi riporta un parere del Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per la Toscana.

Nel parere la funzionaria spiega che si tratta di un’area di «notevole interesse pubblico», sulla quale non ammette «la realizzazione di interventi che comportino la privatizzazione dei punti di vista (belvedere) accessibili al pubblico». Prima la via sterrata, che parte da Passo Croce, era soltanto chiusa da una sbarra, per impedire l’accesso dei fuoristrada.

«I permessi rilasciati da Comune e Parco – spiega Baldino Stagi – riguardano solo un aspetto ambientale e normativo rispetto alle norme edilizie. Il parere della dottoressa Grifoni prevale e la Soprintendenza dovrebbe accogliere questa istanza. Se il problema era la sicurezza del cantiere di cava – si domanda Stagi – perché la Condomini non ha chiuso e delimitato l’area dove la strada la costeggia il sito di cava? In questo modo si preclude a molte persone, e famiglie, di poter arrivare a piedi agevolmente con quella strada (che giunge a 20 metri dalla vetta) sulla cresta del Corchia». (tbg)

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