Gioco
Al Carnevale i finanziamenti del Fondo per lo spettacolo
L’annuncio è stato dato a Palazzo Madama dal senatore Andrea Marcucci Ma per diventare legge il testo dovrà essere approvato anche dalla Camera
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ROMA. Non ci sarà più bisogno di leggi speciali o di salti mortali giuridici. Il Carnevale di Viareggio avrà diritto di accedere in modo diretto ai finanziamenti del Fus, il Fondo unico dello Spettacolo. Questo prevede la legge 160 del 2017 che riforma il sistema di erogazione dei fondi della cultura in Italia e che va in discussione, per la prima volta, al Senato il 28 giugno, fra pochi giorni.
L’annuncio è a quattro mani. Viene dato dal senatore Andrea Marcucci, a Roma, durante la conferenza stampa di presentazione del cartellone del festival Puccini. La riforma - appena licenziata dalla commissione Cultura di Palazzo Madama (di cui Marcucci è presidente) - porta benefici anche al Pucciniano. Al pari del festival Verdi, del festival Rossini, il festival Puccini viene espressamente citato nella legge di riforma e quindi entra di diritto fra i soggetti che possono chiedere soldi allo Stato, senza cercare norme o leggine straordinarie per ottenere i fondi del Fus come è stato finora (e come è anche quest’anno: il Pucciniano risulta in lizza per un finanziamento statale di un paio di milioni di euro).
Attenzione, però: la legge è stata licenziata in commissione e sembra essere vista di buon occhio anche alla Camera. Ma ancora non è approvata. Inizia ora la discussione in aula. La relatrice - Rosa Maria Di Giorgi, toscana, vicepresidente del Senato - è ottimista. Quindi pensa che entro la fine (vicina) della legislatura il Parlamento riuscirà ad approvare anche questa norma. Che per il Carnevale rappresenta una rivoluzione, più che una riforma. «La norma - spiegano i senatori toscani - inseriscono il Carnevale di Viareggio (come altri Carnevali) e le manifestazioni di rievocazioni storiche fra le iniziative che contribuiscono alla diffusione della cultura popolare. In quanto tali, hanno diritto ad accedere ai fondi messi a disposizione dallo Stato per la cultura». Hanno diritto, appunto, in base ai progetti che verranno presentati, con una ripartizione che sarà decisa valutando la qualità di questi progetti.
Il dato positivo, comunque - osserva Rosa Maria Di Giorgi - è che con la nuova normativa di riforma del Fus ci sarà più chiarezza sulla ripartizione dei fondi della cultura. Infatti finora - fa presente la relatrice della legge - la maggior parte di questi fondi veniva assorbita dalle fondazioni lirico-sinfoniche con i loro bilanci spesso in rosso. Dal 2018, questo non dovrebbe più essere possibile: infatti per le fondazioni lirico-sinfoniche verrà stabilito un plafond fisso (e non superabile) e non potranno più attingere al budget destinato alle altre forme di arte e di cultura per ripianare i debiti contratti. Del resto, «resteranno fondazioni lirico-sinfoniche solo gli enti con i conti a posto entro il 2018. Le altre torneranno a essere teatri di tradizione».
Così si potranno liberare risorse per le altre forme d’arte e di cultura, perfino popolare e di tradizione. Come il Carnevale di Viareggio, appunto.
Ilaria Bonuccelli
L’annuncio è a quattro mani. Viene dato dal senatore Andrea Marcucci, a Roma, durante la conferenza stampa di presentazione del cartellone del festival Puccini. La riforma - appena licenziata dalla commissione Cultura di Palazzo Madama (di cui Marcucci è presidente) - porta benefici anche al Pucciniano. Al pari del festival Verdi, del festival Rossini, il festival Puccini viene espressamente citato nella legge di riforma e quindi entra di diritto fra i soggetti che possono chiedere soldi allo Stato, senza cercare norme o leggine straordinarie per ottenere i fondi del Fus come è stato finora (e come è anche quest’anno: il Pucciniano risulta in lizza per un finanziamento statale di un paio di milioni di euro).
Attenzione, però: la legge è stata licenziata in commissione e sembra essere vista di buon occhio anche alla Camera. Ma ancora non è approvata. Inizia ora la discussione in aula. La relatrice - Rosa Maria Di Giorgi, toscana, vicepresidente del Senato - è ottimista. Quindi pensa che entro la fine (vicina) della legislatura il Parlamento riuscirà ad approvare anche questa norma. Che per il Carnevale rappresenta una rivoluzione, più che una riforma. «La norma - spiegano i senatori toscani - inseriscono il Carnevale di Viareggio (come altri Carnevali) e le manifestazioni di rievocazioni storiche fra le iniziative che contribuiscono alla diffusione della cultura popolare. In quanto tali, hanno diritto ad accedere ai fondi messi a disposizione dallo Stato per la cultura». Hanno diritto, appunto, in base ai progetti che verranno presentati, con una ripartizione che sarà decisa valutando la qualità di questi progetti.
Il dato positivo, comunque - osserva Rosa Maria Di Giorgi - è che con la nuova normativa di riforma del Fus ci sarà più chiarezza sulla ripartizione dei fondi della cultura. Infatti finora - fa presente la relatrice della legge - la maggior parte di questi fondi veniva assorbita dalle fondazioni lirico-sinfoniche con i loro bilanci spesso in rosso. Dal 2018, questo non dovrebbe più essere possibile: infatti per le fondazioni lirico-sinfoniche verrà stabilito un plafond fisso (e non superabile) e non potranno più attingere al budget destinato alle altre forme di arte e di cultura per ripianare i debiti contratti. Del resto, «resteranno fondazioni lirico-sinfoniche solo gli enti con i conti a posto entro il 2018. Le altre torneranno a essere teatri di tradizione».
Così si potranno liberare risorse per le altre forme d’arte e di cultura, perfino popolare e di tradizione. Come il Carnevale di Viareggio, appunto.
Ilaria Bonuccelli
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