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Versilia

Le spugne gialle sulla riva del mare sono di materiale sintetico

Le spugne gialle sulla riva del mare sono di materiale sintetico

Secondo le analisi del Comune di Forte sono simili alla plastica, ma non tossiche. Indaga la Capitaneria

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FORTE. La prima notizia, non buona, è che non si tratta di materiale naturale, alghe o altro. Le spugne gialle comparse a riva, a Forte come in altre zone della Versilia e della Toscana, sono un prodotto sintetico. Qualcosa di simile alla plastica. La seconda notizia, però, dà conforto: non è stata rilevata alcuna tossicità.

Un piccolo (e relativo) sospiro di sollievo, dunque per i balneari e gli operatori turistici, oltre che per i bagnanti. In attesa delle verifiche ufficiali dell’Arpat, ancora in corso e attese nelle prossime ore, l’Ufficio Ecologia del Comune di Forte, grazie all’intervento del professor Mauro Rosi (neo consulente del sindaco Bruno Murzi), ha provveduto ad effettuare dei controlli attraverso il Dipartimento di Scienze della terra della Università di Pisa e l’Istituto di chimica dei composti organo metallici del Cnr di Pisa. Che hanno analizzato i prodotti solidi rinvenuti sulle spiagge di Forte lo scorso 16 giugno. «Le analisi – fa sapere il Comune – eseguite da Massimo Onor mediante spettroscopia Atr-ft-ir direttamente sul solido, a firma del professo Riccardo Petrini, hanno evidenziato che si tratta di una struttura paraffinica, prevalentemente lineare, con un elevato numero di atomi (” 20) di carbonio e alcune ramificazioni. L’assenza di altri gruppi funzionali, derivanti da processi di foto ossidazione – conclude la nota inviata da Pisa – porterebbe a supporre una recente immissione nell’ambiente marino costiero».

«Questi risultati – ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici ed ecologia Enrico Ghiselli – in attesa dell’ufficializzazione di Arpat, confermano ancora una volta la buona salute del nostro mare. Se l’Arpat confermerà l’immissione volontaria, l’amministrazione comunale offrirà la sua totale collaborazione alle autorità competenti nell’individuazione degli eventuali responsabili». Trattandosi di un fenomeno di inquinamento, va da sé che verrà aperto un fascicolo dalle Procure della Toscana interessate dalla vicenda. Procure a cui la Capitaneria di porto, che sta indagando e che proverà ad accertare l’origine del materiale, ma soprattutto la fonte dello sversamento, invierà la documentazione necessaria.

Angelo Petri

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di Redazione web