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Versilia

Dissesto, 13 milioni da restituire in 20 anni 

Dissesto, 13 milioni da restituire in 20 anni 

È il provvedimento del 6 aprile scorso in base al decreto legge 113 del giugno dello scorso anno

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VIAREGGIO. È il decreto dirigenziale del 6 aprile 2017 quello con il quale il Governo ha stanziato i fondi per il dissesto del Comune di Viareggio, nell’ambito del decreto legge 113/2916 (articolo 14, comma 1) destinato a Province, Comuni e Città metropolitane in dissesto. A spiegarlo al “Tirreno” è direttamente il ministero dell’interno attraverso l’Ufficio stampa e comunicazione. È il Viminale, infatti, che si occupa degli Enti in dissesto attraverso il proprio Dipartimento per le risorse strumentali e finanziarie.

L’importo del contributo che è stato destinato a Viareggio ammonta a 13.206.708,48, cifra diversa da quei 22 milioni annunciati come prima tranche dal sindaco Giorgio Del Ghingaro in consiglio comunale e, di recente, nell’ultima riunione di maggioranza. Il ministero, nel rispondere al quesito del “Tirreno”, spiega anche come la somma andrà poi pagata al Governo: «La restituzione dell'anticipazione è effettuata con piano di ammortamento a rate semestrali costanti, comprensive degli interessi, in un periodo massimo di venti anni a decorrere dall'anno successivo a quello in cui è erogata la medesima anticipazione». Ovvero, inizieremo a pagare le rate a partire dal 2018.

Nel consiglio comunale del 2 maggio scorso (quando il decreto del 6 aprile era già nero su bianco) il primo cittadino aveva annunciato: «Abbiamo avuto assicurazione dal Giancarlo Verde (direttore della direzione Finanza locale del ministero dell’interno, ndr) che avremo un mutuo di 22 milioni entro la fine di maggio-primi di giugno. Ed abbiamo avuto anche un ok informale per un altro mutuo da 22 milioni con formalizzazione entro la fine del 2017. Pensiamo dunque di chiudere la vicenda dissesto entro il 2017».

Adesso, decreto alla mano, le cifre ipotizzate si sono rivelate diverse. Cambia qualcosa relativamente alla tempistica calcolata dall’amministrazione comunale? È probabile che a questa domanda Del Ghingaro si trovi a dover rispondere nel consiglio comunale di lunedì 26 giugno, chiamato al voto sulla variazione di bilancio che si è resa necessaria per i moti espressi nella delibera numero 179 del 9 giungo scorso. Là dove si legge che la «contabilizzazione» degli oltre tredici milioni «altera gli equilibri di bilancio generando squilibrio tra le entrate correnti e le spese correnti». Per dirla con le parole della corrispondenza tra il ragioniera capo Alberto Bartalucci ed il ministero dell’economia «la contabilizzazione suggerita fa sì che le entrate non vengano comprese tra quelle finali, mentre il trasferimento all’Osl sì, generando uno squilibrio di pari ammontare (13.000.000) non colmabile dall’Ente».

La domanda è inevitabile: e se fossero stati ventidue - come annunciato dal sindaco - i milioni, cosa sarebbe accaduto ai conti del Comune in dissesto? (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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