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Versilia

cristoforo trapani 

Toscana e Campania si incontrano in cucina 

Cristoforo Trapani è ragazzo del sud. Classe ’88, alla Magnolia del Byron offre una cucina che è un vero e proprio mix fra i sapori puliti della costa toscana e la ricchezza di profumi della...

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Cristoforo Trapani è ragazzo del sud. Classe ’88, alla Magnolia del Byron offre una cucina che è un vero e proprio mix fra i sapori puliti della costa toscana e la ricchezza di profumi della tradizione campana. Valore aggiunto che gli è valso il premio di migliore chef per l’edizione 2017 (l’ottava da quando Gianluca Domenici ha creato il premio) di Versilia Gourmet. «Dimostrando personalità e maturità da grande chef – si legge nella motivazione – davvero inaspettate vista la giovane età».

Figlio d’arte (sì perché il nonno era cuoco, mentre i genitori sulla Costiera Amalfitana gestiscono un negozio di frutta e verdura) è fine conoscitore della materia prima, che acquista sempre al meglio, non necessariamente nei dintorni. Così la bufala che troverete alla sua tavola arriva da Paestum, mentre il pomodoro giallo è del Piennolo, i carciofi di Schito e le acciughe del Mar Ligure. «Frequentavo l’alberghiero a Vico Equense, ma erano più i giorni in cui marinavo la scuola di quelli in cui facevo presenza – racconta – la svolta è arrivata quando Heinz Beck mi ha preso per uno stage alla Pergola dell’Hilton a Roma».

Dopo Beck seguono esperienze da Antonino Cannavacciuolo (il suo punto di riferimento fra gli italiani, dopo il tristellato francese Yannick Allèno), Moreno Cedroni, Davide Scabin, ossia il gotha della ristorazione nazionale. Finché due anni fa Salvatore Madonna se lo porta a Forte dei Marmi, dove conferma la stella Michelin e insiste su una cucina di pancia, priva di fronzoli (seppur bella) che incontra il commensale per sostanza e ricordi riconducibili a momenti indefiniti, parte della nostra memoria gustativa. Dunque una cucina rassicurante, e non a caso se gli chiedete di indicarvi un piatto che ama particolarmente, vi dirà lo spaghettone di Gragnano con pomodoro giallo, gamberi rossi crudi, limone, germogli di basilico e cotenna soffiata. A cui noi aggiungeremmo la Mescafrancesca e il carciofo di Schito. Provare per credere.

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