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Nessun licenziamento e scaffali pieni al Tuodì di Lido
LIDO DI CAMAIORE. Banchi pieni di merce e nessun pericolo per i dipendenti. Il punto vendita Tuodì di Lido di Camaiore è un’isola felice rispetto ai suoi colleghi dei paesi vicini come Viareggio,...
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LIDO DI CAMAIORE. Banchi pieni di merce e nessun pericolo per i dipendenti. Il punto vendita Tuodì di Lido di Camaiore è un’isola felice rispetto ai suoi colleghi dei paesi vicini come Viareggio, Massarosa e Pietrasanta.
«Noi non risentiamo della crisi che sta colpendo gli altri supermercati della catena, malgrado l’insegna sia identica, perché siamo un franchising quindi la proprietà non è dell’azienda Dico/Tuodì - spiega Alessandro Catola del negozio di Lido - noi abbiamo più libertà rispetto ai nostri colleghi perché possiamo rifornirci direttamente se la casa-madre non ci manda i prodotti. Inoltre i dipendenti non sono in forza alla Tuodì ma alla mia società che detiene il franchising: sono miei dipendenti».
Così mentre gli altri punti vendita sono a rischio (le vendite vanno a picco e i rifornimenti degli scaffali sono irregolari) cresce la preoccupazione per i lavoratori. I debiti dei supermercati Dico a marchio Tuodì sono di circa 350 milioni di euro di cui una metà con gli istituti bancari. Una situazione grave tanto che i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti. In ognuno di questi punti vendita ci sono almeno 7-8 lavoratori, quindi la situazione riguarda molti dipendenti. L’azienda entro il 30 giugno si era impegnata, dopo un primo incontro con le sigle sindacali del 6 aprile scorso, a presentare un piano industriale che garantisse stabilità occupazionale, cosa che non è stata fatta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Noi non risentiamo della crisi che sta colpendo gli altri supermercati della catena, malgrado l’insegna sia identica, perché siamo un franchising quindi la proprietà non è dell’azienda Dico/Tuodì - spiega Alessandro Catola del negozio di Lido - noi abbiamo più libertà rispetto ai nostri colleghi perché possiamo rifornirci direttamente se la casa-madre non ci manda i prodotti. Inoltre i dipendenti non sono in forza alla Tuodì ma alla mia società che detiene il franchising: sono miei dipendenti».
Così mentre gli altri punti vendita sono a rischio (le vendite vanno a picco e i rifornimenti degli scaffali sono irregolari) cresce la preoccupazione per i lavoratori. I debiti dei supermercati Dico a marchio Tuodì sono di circa 350 milioni di euro di cui una metà con gli istituti bancari. Una situazione grave tanto che i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti. In ognuno di questi punti vendita ci sono almeno 7-8 lavoratori, quindi la situazione riguarda molti dipendenti. L’azienda entro il 30 giugno si era impegnata, dopo un primo incontro con le sigle sindacali del 6 aprile scorso, a presentare un piano industriale che garantisse stabilità occupazionale, cosa che non è stata fatta.
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