Il Tirreno

Versilia

Il ristorante dell’anno è il Lux Lucis 

Il ristorante dell’anno è il Lux Lucis 

Un riconoscimento alla squadra: Cassanelli ai fornelli, Ndreko ai vini e Vascellari in direzione

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FORTE . Nella ristorazione gli astri vanno e vengono, vere e proprie meteore di cui spesso dopo anni non si ricorda neppure il passaggio. La differenza per restare nel firmamento, la fanno la costanza e il lavoro di squadra. Valori fugaci oggi per i più, ma di fondamentale importanza, ribaditi dal team di Versilia Gourmet in due dei cinque premi assegnati: alla carriera (quest’anno a Pino Artizzu) e al ristorante nella sua coralità (per il 2017 il Lux Lucis). Il successo del Lux Lucis è infatti frutto della caparbietà e dell’affiatamento con cui Valentino Cassanelli (giovane e talentuoso cuoco emiliano, giunto a Forte cinque anni fa dopo essere passato attraverso i fuochi di Carlo Cracco) opera in sinergia con il sommelier Sokol Ndreko (miglior maître italiano per l’ultima edizione della guida dell’Espresso) e la direttrice Cristina Vascellari. Tre anime in un nocciolo, che insieme discutono di qualsiasi cosa e il risultato è tangibile. Tanto da conquistare di recente la stella Michelin e il cuore dei numerosi clienti gourmet che per assaggiare la cucina creativa di Valentino salgono in terrazza sul tetto dell’hotel Principe.

Ma poi per restare sulla cresta dell’onda serve altro ancora, ed è solo allora che passi dalla parte di coloro che non tramonteranno mai. Come il sardo Cosimo (detto Pino) Ardizzu che ormai ha trascorso più anni a Viareggio (dove dice di essere “arrivato per caso”) che nell’isola natia, da cui giunse nel 1962. Altri tempi, certo, in cui ci si accontentava di lavorare e di mettere su famiglia. Tant’è che Pino oggi è ancora lì, con la sua “cucina di mare che profuma di Versilia e di Sardegna - dalla motivazione del premio alla carriera – tempio del pesce fresco”, con la donna che sposò nel 1974 gettando le fondamenta di quella trattoria di pesce tanto amata da personaggi come il pittore Maccari, l’attore Paolo Villaggio, i cantanti Zucchero, Giorgia, Roby Facchinetti.

«Non sapevo neppure cosa fosse Viareggio. Lavoravo a Torino e pensavo si trattasse di una via in città – racconta l’oste, classe 1944 – arrivai con l’idea di fare la stagione estiva. Per un po’ mi sono diviso: Milano in inverno, Viareggio il resto dell’anno. Finché con Patrizia abbiamo coronato il sogno di rilevare un ristorante nostro. Siamo qua da allora, con passione e sacrifici». (i.a.)

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