Sicurezza
Ecco i nuovi re della ristorazione made in Versilia
di Irene Arquint
Assegnati a Forte gli Oscar della buona tavola Premio alla carriera per Pino Artizzu (da Pino)
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FORTE DEI MARMI. Eletti i migliori, l’estate versiliese può decollare. Almeno per ciò che riguarda la gola. Così Versilia Gourmet sceglie il top della ristorazione locale e consegna gli ambiti trofei in marmo bianco di Carrara a David Vaiani (migliore in sala) del Bistrot di Forte dei Marmi, Cristoforo Trapani (migliore chef) de La Magnolia del Byron di Forte, Pino Artizzu (premio alla carriera) storico patron di Pino a Viareggio, al team del Lux Lucis di Forte (ristorante dell’anno) e alla famiglia Santini di Dal Pescatore di Canneto Sull’Oglio (Mn) cui va il premio Eccellenza Italiana in un tripudio di applausi. Mai, però, quanto quelli scrosciati per Romano Franceschini nel momento in cui ha consegnato il riconoscimento alla carriera a Pino Artizzu: due vere teste di serie. «L’offerta gastronomica in generale vale il 50 per cento dell’offerta turistica – ha commentato durante la serata Giorgio Bartoli, presidente della Camera di Commercio di Lucca - le nostre spiagge e le nostre colline sarebbero meno interessanti senza gli artigiani del cibo sparsi sul territorio. Con una ricca concentrazione di eccellenze».
Per l’ottavo anno Gianluca Domenici, ideatore del premio, ha rinnovato l’appuntamento con le eccellenze del territorio durante una sontuosa cena di gala che si è svolta lunedì a bordo piscina dell’hotel Principe di Forte dei Marmi. Come sempre è stato un intenso momento di condivisione in cui storici e giovani leve del vasto mondo del buon cibo versiliese si sono stretti la mano. C’erano un po’ tutti: il pietrasantino chef Andrea Mattei (migliore 2013) giunto direttamente da Chiusdino dove si è trasferito tre stagioni fa chiamato dalla proprietà del relais Borgo Santo Pietro, Filippo Di Bartola (migliore in sala edizione 2011), Michele Marcucci (premio alla carriera nel 2012), la bella Chiara Viani (Lorenzo, Forte dei Marmi), la famiglia Franceschini al completo (Romano di Viareggio fu ristorante dell’anno al debutto della guida del 2010), Massimo Mannozzi che nel lontano 1962 partì da Viareggio per Berlino dove si è affermato come pioniere della cucina toscana ed ha ideato un ambito premio. E molti, molti altri per un parterre ricco di stelle composto da 160 invitati.
Insomma, la scorpacciata di eccellenze non era solo a tavola, dove gli ospiti hanno degustato le creazioni di Valentino Cassanelli, Andrea Papa, Luca Landi, Lorenzo Barsotti, Giuseppe Mancino, Gabriele Vannucci.
A Valentino Cassanelli, padrone di casa, il compito di deliziare i presenti durante l’ora dell’aperitivo con tanti piccoli finger food d’autore in abbinamento a champagne Bergère, uno per tutti la triglia al pino marittimo, piatto ormai simbolo del suo stile e del territorio, in carta al Lux Lucis sul roof garden del cinque stelle hotel Principe.
Ad Andrea Papa, chef di Romano a Viareggio, invece il piacere di aprire la cena placée di nuovo con una triglia (a parte il piatto di Mancino, il mare è stato il protagonista della serata) marinata in una spuma di pomodoro canestrino lucchese servita su una passatina di piselli e oliva Majatica di Ferrandina a rappresentare la sua regione, la Basilicata.
Luca Landi del Lunasia di Viareggio ha presentato una versione moderna ma insieme tradizionale del polpo, tanto caro alle nostre tavole.
Lorenzo Barsotti di Filippo a Pietrasanta ha realizzato un divertente risotto all’elicriso con polvere di muscoli, limone e salicornia.
Quindi Giuseppe Mancino, due stelle Michelin del Piccolo Principe di Viareggio, ha portato la “terra” con un taglio anteriore di manzo selezionato e frollato al punto giusto dal mastro beccaio Michelangelo Masoni, ammansito poi in una doppia cottura e accompagnato da un’intensa salsa ottenuta facendo andare a lungo muscolo e ossa, come fanno le autentiche regine della cucina casalinga.
Infine il dessert goloso di Gabriele Vannucci (viareggino, oggi in forze al Contrada by Gordon Ramsay di Castel Monastero, tra i Colli Senesi e il Chianti Classico): una rivisitazione della Foresta Nera a base di cioccolato, ciliegia, crema di latte.
Dopodiché è stato il momento della distribuzione della guida agli oltre 400 ristoranti che hanno casa in Versilia, omaggiata ai presenti ma in vendita da oggi in edicola e libreria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per l’ottavo anno Gianluca Domenici, ideatore del premio, ha rinnovato l’appuntamento con le eccellenze del territorio durante una sontuosa cena di gala che si è svolta lunedì a bordo piscina dell’hotel Principe di Forte dei Marmi. Come sempre è stato un intenso momento di condivisione in cui storici e giovani leve del vasto mondo del buon cibo versiliese si sono stretti la mano. C’erano un po’ tutti: il pietrasantino chef Andrea Mattei (migliore 2013) giunto direttamente da Chiusdino dove si è trasferito tre stagioni fa chiamato dalla proprietà del relais Borgo Santo Pietro, Filippo Di Bartola (migliore in sala edizione 2011), Michele Marcucci (premio alla carriera nel 2012), la bella Chiara Viani (Lorenzo, Forte dei Marmi), la famiglia Franceschini al completo (Romano di Viareggio fu ristorante dell’anno al debutto della guida del 2010), Massimo Mannozzi che nel lontano 1962 partì da Viareggio per Berlino dove si è affermato come pioniere della cucina toscana ed ha ideato un ambito premio. E molti, molti altri per un parterre ricco di stelle composto da 160 invitati.
Insomma, la scorpacciata di eccellenze non era solo a tavola, dove gli ospiti hanno degustato le creazioni di Valentino Cassanelli, Andrea Papa, Luca Landi, Lorenzo Barsotti, Giuseppe Mancino, Gabriele Vannucci.
A Valentino Cassanelli, padrone di casa, il compito di deliziare i presenti durante l’ora dell’aperitivo con tanti piccoli finger food d’autore in abbinamento a champagne Bergère, uno per tutti la triglia al pino marittimo, piatto ormai simbolo del suo stile e del territorio, in carta al Lux Lucis sul roof garden del cinque stelle hotel Principe.
Ad Andrea Papa, chef di Romano a Viareggio, invece il piacere di aprire la cena placée di nuovo con una triglia (a parte il piatto di Mancino, il mare è stato il protagonista della serata) marinata in una spuma di pomodoro canestrino lucchese servita su una passatina di piselli e oliva Majatica di Ferrandina a rappresentare la sua regione, la Basilicata.
Luca Landi del Lunasia di Viareggio ha presentato una versione moderna ma insieme tradizionale del polpo, tanto caro alle nostre tavole.
Lorenzo Barsotti di Filippo a Pietrasanta ha realizzato un divertente risotto all’elicriso con polvere di muscoli, limone e salicornia.
Quindi Giuseppe Mancino, due stelle Michelin del Piccolo Principe di Viareggio, ha portato la “terra” con un taglio anteriore di manzo selezionato e frollato al punto giusto dal mastro beccaio Michelangelo Masoni, ammansito poi in una doppia cottura e accompagnato da un’intensa salsa ottenuta facendo andare a lungo muscolo e ossa, come fanno le autentiche regine della cucina casalinga.
Infine il dessert goloso di Gabriele Vannucci (viareggino, oggi in forze al Contrada by Gordon Ramsay di Castel Monastero, tra i Colli Senesi e il Chianti Classico): una rivisitazione della Foresta Nera a base di cioccolato, ciliegia, crema di latte.
Dopodiché è stato il momento della distribuzione della guida agli oltre 400 ristoranti che hanno casa in Versilia, omaggiata ai presenti ma in vendita da oggi in edicola e libreria.
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