Il Tirreno

Versilia

Morto un pavone al Lago dei cigni 

Morto un pavone al Lago dei cigni 

L’Asl aveva chiesto al Comune interventi perché il luogo era ritenuto non idoneo

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VIAREGGIO. Un mucchietto di piume afflosciate nell’acqua, portato via in un sacco nero, destinazione Grosseto. Dove, all’Istituto zooprofilattico, saranno effettuati gli esami autoptici per arrivare va capire cosa ha provato la morte dell’esemplare di pavone femmina che il Comune ha voluto portare al laghetto dei cigni da fine aprile scorso. Una collocazione, quella del pavone e della sua compagna, difesa allo stremo dall’assessore Sandra Mei. Il cui compagno si è occupato, ripetutamente, in questi mesi di portare cibo agli animali. Scontrandosi a più riprese con i cittadini che si sono presi a cuore la sorte dei due pennuti e hanno più volte denunciato, con tutti i mezzi possibili - anche coinvolgendo i consiglieri comunali - che quel laghetto non era il luogo ideale per i due pavoni. Anche considerando che il maschio se n’era più volte andato a spasso per la pineta, arrivando fino sulla via Fratti.

Non più tardi di qualche giorno fa, il consigliere Alessandro Santini (Forza Italia) scriveva: «La Asl cosa dice? Questi animali sono o non sono in sicurezza? Sono o non sono tenuti come dovrebbero? Sono o non sono in pericolo di vita?».

Per avere una risposta alle domande dei cittadini e dello stesso Santini c’è voluto il mucchietto di penne riverso nel laghetto, sotto gli occhi di decine di viareggini e turisti: «L’ambiente non è idoneo per i pavoni», spiega al “Tirreno” il capo ufficio stampa della Asl Toscana Nord Ovest. Lo scorso 13 maggio il personale dell’Azienda sanitaria della Versilia «aveva effettuato un controllo», continua la risposta, appurando che «i pavoni stavano ben dal punto di vista della salute. Ma l’ambiente non era idoneo e necessitava di qualche intervento per diventarlo». Venerdì scorso, continua l’ufficio stampa della Asl. «è stato eseguito un nuovo controllo nel corso del quale è stato rilevato che il Comune non aveva dato seguito agli interventi richiesti». Pur rilevando, anche in questo caso, che i pavoni erano in salute e «si erano anche accoppiati». Risultato: un pavone morto in acqua, la femmina, ed il maschio che ha gridato per tutto il pomeriggio di ieri cercando la compagna che non gli risponderà più.

Il personale della Asl intervenuto ieri mattina ha indicato alla polizia municipale, subito arrivata al laghetto, che è necessario spostare il maschio rimasto solo. L’animale, domenica pomeriggio, aveva rischiato di finire in acqua e avrebbe fatto la stessa fine della compagna, non essendo i pavoni palmipedi.

Ieri pomeriggio al laghetto si è tenuto un presidio di protesta e sono comparsi gli striscioni con la richiesta di dimissioni per l’assessore Mei. La quale, interpellata dal “Tirreno”, ha scelto il silenzio così come l’amministrazione Del Ghingaro. (d.f.)

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