Il Tirreno

Versilia

DAL TRIBUNALE DI PISA 

Crolla una villetta:  segretario comunale finisce nei guai

SAN GIULIANO TERME. Due imputati hanno chiesto il rito abbreviato nel processo per le eventuali responsabilità nella frana che la sera del 17 dicembre 2014 travolse e distrusse una casa a Ripafratta....

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SAN GIULIANO TERME. Due imputati hanno chiesto il rito abbreviato nel processo per le eventuali responsabilità nella frana che la sera del 17 dicembre 2014 travolse e distrusse una casa a Ripafratta. La scelta processuale è stata comunicata ieri al gup Giulio Cesare Cipolletta dal comandante della polizia municipale Grazia Angiolini e dall’allora segretario generale Fabrizio Petruzzi, 51 anni, ora con lo stesso incarico al Comune di Viareggio.

All’origine dell’inchiesta c’è l’applicazione di un'ordinanza che imponeva la messa in sicurezza di un'area già protagonista di un paio di smottamenti, sovrastata da un traliccio di Terna poi rimosso a danno ormai compiuto.

Era la sera del 17 dicembre 2014 quando un costone della collinetta si staccò andando a travolgere una casa dove in quel momento erano in cucina 5 persone. Se non era per il cane Tex, sentinella salvavita nell'abbaiare in modo innaturale pochi istanti prima che la massa di terra sventrasse l'abitazione, la cronaca di uno smottamento avrebbe virato dritta nella tragedia. Il pm Giancarlo Dominijanni ha chiesto il processo per cinque persone. L'accusa è di aver provocato la frana (pene da 5 a 12 anni). Si tratta del proprietario dell'area franata, Francesco Alessi; il comandante della polizia municipale, Grazia Angiolini; l'allora segretario generale, Fabrizio Petruzzi; Davide Bani e l'ingegner Moreno Ceccotti, 60 anni, di Pisa, al tempo dirigenti degli uffici responsabili dell'istruttoria per sistemare la collina conosciuta per la sua precarietà. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giulio Venturi, Francesco Virgone, Salvatore Salidu, Stefano Del Corso. La famiglia Grassotti, proprietaria della villetta disintegrata, si è costituita parte civile con l'avvocato Florenzo Storelli.

La contestazione mossa ad Alessi è quella di non aver adempiuto all'ordinanza che gli prescriveva la messa in sicurezza dell'area che già nel marzo 2013 e nello stesso mese del 2014 aveva esposto tutta la sua pericolosa vulnerabilità. Al fronte comunale, nei vari livelli, viene invece addebitata la mancata sostituzione del privato nella realizzazione delle opere.

Pietro Barghigiani

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