Gioco
Spiagge della Versilia a misura di disabilità Ma si può fare di più
di Donatella Francesconi
In arrivo nei bagni viareggini nove sedie di tipo “job” E sull’arenile del Comune a Marina le passerelle lunghe
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Nove sedie di tipo “job”, per permettere anche a chi ha maggiori difficoltà di movimento di arrivare fino sulla spiaggia e godersi la vacanza al mare. Sono quelle acquistate, grazie agli sponsor, dall’Associazione dei balneari di Viareggio, presidente Pietro Guardi. Il quale spiega: «Le metteremo a disposizione dei nostri associati, nei vari tratti delle nostre spiagge».
I balneari di Lido si sono già organizzati in questo senso e rivolgendosi all’associazione si può affittare una di queste sedie per un periodo di quindici giorni. Mentre Pietrasanta pensa a passerelle tutte uguali, fino sulla battigia a Marina, e attrezza per i disabili la spiaggia libera di Motrone, come annuncia il sindaco Massimo Mallegni. «L’85-90% delle spiagge della Toscana è a misura di disabilità», sono ancora le parole di Mallegni: «E la Toscana non è da meno».
Dal canto suo Guardi ricorda l’intesa siglata un paio di anni fa con l’associazione della provincia di Pisa “Handy Superabile” che sul proprio sito indica gli stabilimenti balneari attrezzati ed il tipo di offerta. A dirla tutta, nella maggior parte dei casi, ci si limita all’ombrellone “dedicato”. Oltre all’abbattimento delle barriere architettoniche, «normativa alla quale tutti gli stabilimenti si sono adeguati dai primi anni Novanta, essendo entrata in vigore nel 1989», ricorda anche Pietro Guardi. Ciò che non si è attrezzato, in molti casi, è quello che c’è intorno allo stabilimento: basta pensare alla Terrazza della Repubblica a Viareggio, per esempio. Dal parcheggio agli stabilimenti balneari si arriva solo attraverso gradini, oppure con gli accompagnatori costretti a lunghi percorsi a piedi dai punti che hanno degli scivoli.
Dal punto di vista della Capitaneria di porto lo scenario è confermato: ai telefoni della guardia costiera - i primi ad essere presi d’assalto quando in spiaggia qualcosa non va - non ci sono proteste sul fronte dell’accoglienza ai diversamente abili.
Quello che emerge, però, cercando in Rete come se la passano le altre zone balneari d’Italia sono almeno due elementi: la gran pubblicità che regioni come la Liguria o la costiera adriatica fanno dell’offerta per i disabili; ed il fatto che la stessa offerta è molto più diversificata rispetto a quella versiliese.
Ci sono stabilimenti con altalene e giochi che possono essere utilizzati da tutti i bambini, anche quelli diversamente abili. E si pensa concretamente che anche le persone con maggiori difficoltà di movimento sotto qualsiasi punto di vista possano muoversi all’interno dello stabilimento balneare. Assistito, in alcuni casi, anche da personale appositamente preparato e pagato dai gestori del bagno.
«Quello che posso dire», è ancora il presidente dei balneari viareggini a parlare, «è che per noi un disabile è un cliente come tutti gli altri. Non abbiamo bisogno di farci pubblicità sotto questo aspetto».
E mentre fa discutere l’esperienza vissuta dalla cliente di un hotel Lido che non ha trovato la stanza attrezzata che aveva richiesto , i balneari della Versilia ci tengono a ribadire: spiagge aperte, a tutti. Ed attrezzate.
I balneari di Lido si sono già organizzati in questo senso e rivolgendosi all’associazione si può affittare una di queste sedie per un periodo di quindici giorni. Mentre Pietrasanta pensa a passerelle tutte uguali, fino sulla battigia a Marina, e attrezza per i disabili la spiaggia libera di Motrone, come annuncia il sindaco Massimo Mallegni. «L’85-90% delle spiagge della Toscana è a misura di disabilità», sono ancora le parole di Mallegni: «E la Toscana non è da meno».
Dal canto suo Guardi ricorda l’intesa siglata un paio di anni fa con l’associazione della provincia di Pisa “Handy Superabile” che sul proprio sito indica gli stabilimenti balneari attrezzati ed il tipo di offerta. A dirla tutta, nella maggior parte dei casi, ci si limita all’ombrellone “dedicato”. Oltre all’abbattimento delle barriere architettoniche, «normativa alla quale tutti gli stabilimenti si sono adeguati dai primi anni Novanta, essendo entrata in vigore nel 1989», ricorda anche Pietro Guardi. Ciò che non si è attrezzato, in molti casi, è quello che c’è intorno allo stabilimento: basta pensare alla Terrazza della Repubblica a Viareggio, per esempio. Dal parcheggio agli stabilimenti balneari si arriva solo attraverso gradini, oppure con gli accompagnatori costretti a lunghi percorsi a piedi dai punti che hanno degli scivoli.
Dal punto di vista della Capitaneria di porto lo scenario è confermato: ai telefoni della guardia costiera - i primi ad essere presi d’assalto quando in spiaggia qualcosa non va - non ci sono proteste sul fronte dell’accoglienza ai diversamente abili.
Quello che emerge, però, cercando in Rete come se la passano le altre zone balneari d’Italia sono almeno due elementi: la gran pubblicità che regioni come la Liguria o la costiera adriatica fanno dell’offerta per i disabili; ed il fatto che la stessa offerta è molto più diversificata rispetto a quella versiliese.
Ci sono stabilimenti con altalene e giochi che possono essere utilizzati da tutti i bambini, anche quelli diversamente abili. E si pensa concretamente che anche le persone con maggiori difficoltà di movimento sotto qualsiasi punto di vista possano muoversi all’interno dello stabilimento balneare. Assistito, in alcuni casi, anche da personale appositamente preparato e pagato dai gestori del bagno.
«Quello che posso dire», è ancora il presidente dei balneari viareggini a parlare, «è che per noi un disabile è un cliente come tutti gli altri. Non abbiamo bisogno di farci pubblicità sotto questo aspetto».
E mentre fa discutere l’esperienza vissuta dalla cliente di un hotel Lido che non ha trovato la stanza attrezzata che aveva richiesto , i balneari della Versilia ci tengono a ribadire: spiagge aperte, a tutti. Ed attrezzate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
