Il Tirreno

Versilia

Il Palio dei Micci mette d’accordo tutti anche sulle sagre 

Il Palio dei Micci mette d’accordo tutti anche sulle sagre 

I ristoranti accettano la concorrenza in nome della tradizione «Ma devono rispettare tutte le regole come facciamo noi»

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QUERCETA. Al via questa sera la stagione delle sagre del Palio dei Micci di Querceta: come ogni anno le otto contrade approfittano dell’estate per seppellire l’ascia di guerra e gareggiare a colpi di tordelli, panzanelle e altre pietanze tipiche della cucina versiliese. Un programma ricco di eventi, tra piatti della tradizione, musica di orchestre live e disk jockey ingaggiati un po’ da tutta Italia e l’immancabile pista da ballo per animare le afose serate estive. E che costituisce di fatto la fonte di maggior introito per le contrade del Palio che in questi tre mesi radunano dietro il bancone e nelle cucine quanti più volontari tra i propri contradaioli. Non tutti però gioiscono del via alle sagre: si tratta dei ristoratori, che come ogni anno si trovano ad affrontare la bella stagione affiancati dalle tante sagre locali che di settimana in settimana fanno inevitabilmente concorrenza.

Se in altre località vicine però il clima è ben più teso (basti pensare alle recenti cronache di Massarosa), a Querceta ormai anche le sagre sono viste come parte della tradizione e, seppure i titolari di ristoranti e pizzerie della zona non saltino di gioia, non c’è nemmeno la volontà di fare fronte comune per osteggiarle. «La lotta continua c’è, è inevitabile – commenta Barbara Benedetti, moglie del titolare del noto ristorante “Ago” in Vaiana – noi ristoratori stiamo aperti tutto l’anno, prendendoci il bello e il cattivo tempo diversamente da chi lavora solo nel periodo estivo. E non parlo solo delle sagre, ma anche dei bagni che sono in pratica dei ristoranti sul mare. Non credo che la guerra sia la soluzione però, anzi tutti noi dovremmo collaborare per migliorare il servizio ai tanti turisti che triplicano la popolazione della Versilia in estate». «L’importante – fa eco anche Gaio Giannelli, titolare del Pozzo di Bugia a Querceta – è che anche le sagre siano in regola in quanto a controlli sanitari e fiscali, esattamente come noi: ormai sono diventate ristoranti a cielo aperto in fin dei conti. Se a norma di legge ben vengano le sagre e la sana concorrenza».

Gabriele Buffoni

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