Il Tirreno

Versilia

Bando, la nuova bozza presentata ai carristi 

di Claudio Vecoli
Bando, la nuova bozza presentata ai carristi 

Taglio del numero dei carri, ritocco dei compensi, giurie popolari: i costruttori si riuniranno domani in assemblea per discutere le novità

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VIAREGGIO. Taglio delle costruzioni. Giurie popolari da affiancare a quelle tecniche. Maggior rigore sulla sicurezza. Regole nuove sull’utilizzo della cartapesta e degli altri materiali alternativi. Ritocco ai compensi. Dopo settimane di indiscrezioni, ieri pomeriggio la Fondazione Carnevale ha dunque presentato ai carristi la bozza del nuovo bando di concorso. Un incontro affollato al quale hanno preso parte gran parte dei costruttori e - per la Fondazione - il presidente Marialina Marcucci, il suo vice Marco Szorenyi, il consigliere di indirizzo Beatrice Taccola e il direttore generale Marco Francesconi. Anche se (necessariamente) interlocutorio. Dopo aver ascoltato le proposte avanzate dalla Fondazione, infatti, i costruttori hanno deciso di ritrovarsi domani per esaminare la bozza del nuovo bando di concorso e per fare le proprie controproposte.

Ma che non sarà una trattativa semplice lo si è già capito dalla riunione di ieri pomeriggio. Specie quando la Fondazione ha illustrato ai costruttori che al termine del triennio 2018-2020 dovranno essere tagliati un carro di prima categoria (i carri grandi scenderanno da nove a otto) e una mascherata in gruppo. Una sforbiciata che - come era scontato attendersi - non è piaciuta ai carristi, anche se la riduzione delle opere in concorso è stata presentata come una delle possibilità per liberare risorse economiche da distribuire sui costruttori che rimarranno.

«Un modo di ragionare che proprio non mi è piaciuto», ha tuonato Fabrizio Galli, ex presidente dell’ormai disciolta Assocarristi e uno dei costruttori più ascoltati. «Da una Fondazione come quella attuale ci saremmo aspettati molto ma molto di più».

Sul piatto la Fondazione ha messo anche un ritocco dei compensi di carri e mascherate. Per i carri grandi, ad esempio, la proposta della Fondazione è stata quella di un aumento di tremila euro a carro (da 121mila a 124mila euro). Ma questo aumento inferiore al 2% rischia di essere mangiato dai maggiori costi previsti per la sicurezza.

La Fondazione ha inoltre avanzato l’idea di coinvolgere i carristi che lo vorranno nella realizzazione di cosiddetti lavori sostitutivi (al posto dei carri, realizzare ad esempio addobbi o costruzioni fuori concorso), ma non è ancora chiaro come questa eventualità potrebbe conciliarsi con il meccanismo delle promozioni e delle retrocessioni.

Insomma, i punti da chiarire sono ancora molti. Ora però la palla passa nel campo dei costruttori. Ma la partita sembra ancora all’inizio...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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