Sicurezza
Pesca abusiva di arselle: 4.000 euro di multa
Il limite massimo per la pesca non professionale è di cinque chili: stangato 45enne di Viareggio che ne aveva raccolti trenta allo scopo di rivenderle
2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Quattromila euro di multa ad un pescatore viareggino, 45 anni, trovato dalla guardia costiera con 30 chili di arselle, in violazione delle norme sulla pesca sportiva. Che fissano in 5 chili il limite massimo giornaliero di prodotto prelevabile per ogni pescatore. L’intervento dei militari è avvenuto in uno stabilimento balneare della Passeggiata, dove l’uomo era intento alla raccolta di arselle a pochi metri dalla battigia. L’uomo - si legge nella nota diffusa dalla Capitaneria - «conservava i molluschi già catturati in un recipiente posto sotto un ombrellone, mentre continuava la raccolta nonostante avesse già ampiamente superato i limiti previsti».
Le arselle pescate sono state riportate in mare dalla guardia costiera. «Si può ragionevolmente presumere - si legge nella nota - che quantità così elevate di prodotti ittici vengano catturate dai pescatori sportivi per la loro commercializzazione, attività vietata dalla legge in quanto effettuata in violazione delle norme vigenti in materia di pesca sportiva, nonché di tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti ittici. Questi comportamenti, inoltre, causano danno agli operatori del settore che rispettano le regole».
La Capitaneria ricorda che «con l’entrata in vigore del decreto legislativo 154/2016 sono state notevolmente inasprite le sanzioni in materia, con cifre che aumentano in base ai quantitativi ed alla tipologia di prodotto ittico illecitamente prelevato». La Capitaneria di porto di Viareggio assicura ra che continuerà « nell’attività di vigilanza affinché sulle tavole dei consumatori giungano sempre prodotti certificati e di qualità».
Le arselle pescate sono state riportate in mare dalla guardia costiera. «Si può ragionevolmente presumere - si legge nella nota - che quantità così elevate di prodotti ittici vengano catturate dai pescatori sportivi per la loro commercializzazione, attività vietata dalla legge in quanto effettuata in violazione delle norme vigenti in materia di pesca sportiva, nonché di tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti ittici. Questi comportamenti, inoltre, causano danno agli operatori del settore che rispettano le regole».
La Capitaneria ricorda che «con l’entrata in vigore del decreto legislativo 154/2016 sono state notevolmente inasprite le sanzioni in materia, con cifre che aumentano in base ai quantitativi ed alla tipologia di prodotto ittico illecitamente prelevato». La Capitaneria di porto di Viareggio assicura ra che continuerà « nell’attività di vigilanza affinché sulle tavole dei consumatori giungano sempre prodotti certificati e di qualità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
