La manifestazione
Causa contro il Comune Viviani nella bufera
di Luca Basile
Pietrasanta Indipendente chiede le dimissioni dell’amministratore della società patrimoniale. La replica: «La mia è un’azione legittima»
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PIETRASANTA. Richieste di dimissioni, risarcimenti milionari e un contenzioso davanti al Tar che rischia di trasformarsi, se già non lo è, in un caso politico. Ad innescare il tutto la presa di posizione di Claudio Viviani, amministratore unico della Pietrasanta Sviluppo, ma anche primo referente dell’Immobiliare Diego. Immobiliare che ha trascinato il Comune davanti al Tar chiedendo un risarcimento danni, pare, di oltre 4 milioni e mezzo di euro. Un importo choc, quello avanzato da Viviani, che si lega ad una modifica di destinazione d’uso di un terreno, in via Iare, di proprietà della stessa immobiliare: terreno che con il nuovo regolamento urbanistico da artigianale-industriale è diventato commerciale-direzionale. Un danno enorme, la modifica di destinazione d’uso, a detta dei legali di Viviani che dopo avere incassato una prima sentenza a favore, nell’attesa di ottenere il rilascio della concessione edilizia, passano alla cassa, delegando il Tar a decidere sulla quantificazione del danno subito. Da qui l’azione di difesa dell’amministrazione Mallegni affidata all’avvocato di palazzo, Marco Orzalesi.
Nel frattempo, dall’opposizione, si chiedono le dimissioni di Viviani «che ha tutto il diritto di tutelarsi e di fare valere i suoi diritti da cittadino, ma a questo punto – fa sapere Fabio Simonini, Pietrasanta Indipendente – mi sembrerebbe doveroso da parte sua un passo indietro da pubblico amministratore visto che la sua carica è entrata in palese conflitto con tutta questa situazione. Mi chiedo, in sostanza, come possa continuare a svolgere oggi una funzione così delicata con un contenzioso contro l’ente che è socio della partecipata di cui lui è amministratore unico. Al segretario generale del Comune chiederò cosa prevede la normativa in materia e se la posizione di Viviani sia stata fin dal principio legittimata dalla stessa. Era nominabile? Ed oggi è legittimato a continuare a svolgere il suo mandato?».
Lapidaria la replica di Viviani. «Non esiste, visto il mio ruolo, alcun genere di conflitto: basta leggersi la normativa al riguardo. La mia azione legale, da privato cittadino, è legittima e si ricollega ad una scelta urbanistica della precedente amministrazione. Qualcuno dovrebbe spiegare il criterio alla base della modifica di destinazione d’uso del terreno motivo di contenzioso. Il rilascio della concessione? Mi spetta. E nell’attesa, più passa il tempo più la richiesta danni sarà maggiore».
Nel frattempo, dall’opposizione, si chiedono le dimissioni di Viviani «che ha tutto il diritto di tutelarsi e di fare valere i suoi diritti da cittadino, ma a questo punto – fa sapere Fabio Simonini, Pietrasanta Indipendente – mi sembrerebbe doveroso da parte sua un passo indietro da pubblico amministratore visto che la sua carica è entrata in palese conflitto con tutta questa situazione. Mi chiedo, in sostanza, come possa continuare a svolgere oggi una funzione così delicata con un contenzioso contro l’ente che è socio della partecipata di cui lui è amministratore unico. Al segretario generale del Comune chiederò cosa prevede la normativa in materia e se la posizione di Viviani sia stata fin dal principio legittimata dalla stessa. Era nominabile? Ed oggi è legittimato a continuare a svolgere il suo mandato?».
Lapidaria la replica di Viviani. «Non esiste, visto il mio ruolo, alcun genere di conflitto: basta leggersi la normativa al riguardo. La mia azione legale, da privato cittadino, è legittima e si ricollega ad una scelta urbanistica della precedente amministrazione. Qualcuno dovrebbe spiegare il criterio alla base della modifica di destinazione d’uso del terreno motivo di contenzioso. Il rilascio della concessione? Mi spetta. E nell’attesa, più passa il tempo più la richiesta danni sarà maggiore».
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