Sicurezza
Studente di 17 anni si spara a casa dei nonni
Era un alunno modello di un istituto superiore della Versilia Il preside ha dato l’annuncio ai compagni nell’aula magna della scuola
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VIAREGGIO. Ha scelto un posto di villeggiatura e la casa dei nonni per un gesto senza ritorno che di estivo e vacanziero non ha proprio niente. È qui che uno studente di 17 anni che frequentava un istituto superiore della Versilia si è ucciso. Un colpo di arma da fuoco e in un istante la disperazione del giovane è diventata quella dei suoi familiari. Un passaggio che li ha travolti con la violenza di un tir. Condannandoli all’ergastolo del dolore per la morte di un figlio così pieno di vita e con la voglia di scoprire il mondo.
Morire a 17 anni è già un tormento per chi resta. Sapere anche i motivi acuisce lo strazio. Non ci sono rendimenti scarsi a scuola, dove peraltro lo studente dimostrava quanto fosse brillante e appassionato. Né situazioni familiari di crisi. Ma qualcosa si deve essere trasformato nel lato oscuro in cui il giovane si è annullato. Con una risposta a quelli che sembravano problemi senza soluzione arrivata ricorrendo a un’arma trovata nella casa dei nonni.
Collaborava a un sito web che ieri lo ha ricordato così: «Non vedrai sorgere il sole, te ne sei andato troppo presto. Grazie per tutta l’energia e la passione che in questi pochi ma intensi mesi ci hai regalato. Il dolore ci sconvolge, un caro abbraccio alla tua famiglia e a te, amico, ovunque tu sia».
Ieri mattina il preside dell’istituto superiore della Versilia frequentato dal ragazzo ha interrotto le lezioni e convocato tutti i compagni nell’aula magna per comunicare la notizia della morte dell’amico e compagno. Lacrime e quell’interrogativo che segna il ricordo di chi se ne va in un modo così traumatico: perché. «Se volete potete tornare a casa o anche restare a scuola: siete liberi di farlo» ha chiarito la dirigente scolastica assecondando lo sconforto da gestire con l’emotività di tanti ragazzi e ragazze.
Amava il mare e aveva un blog di video e foto, in cui raccontava abitualmente i suoi soggiorni, lo studente che sul suo profilo Facebook prediligeva la citazione: “Il sole sorge per tutti”.
Pietro Barghigiani
Morire a 17 anni è già un tormento per chi resta. Sapere anche i motivi acuisce lo strazio. Non ci sono rendimenti scarsi a scuola, dove peraltro lo studente dimostrava quanto fosse brillante e appassionato. Né situazioni familiari di crisi. Ma qualcosa si deve essere trasformato nel lato oscuro in cui il giovane si è annullato. Con una risposta a quelli che sembravano problemi senza soluzione arrivata ricorrendo a un’arma trovata nella casa dei nonni.
Collaborava a un sito web che ieri lo ha ricordato così: «Non vedrai sorgere il sole, te ne sei andato troppo presto. Grazie per tutta l’energia e la passione che in questi pochi ma intensi mesi ci hai regalato. Il dolore ci sconvolge, un caro abbraccio alla tua famiglia e a te, amico, ovunque tu sia».
Ieri mattina il preside dell’istituto superiore della Versilia frequentato dal ragazzo ha interrotto le lezioni e convocato tutti i compagni nell’aula magna per comunicare la notizia della morte dell’amico e compagno. Lacrime e quell’interrogativo che segna il ricordo di chi se ne va in un modo così traumatico: perché. «Se volete potete tornare a casa o anche restare a scuola: siete liberi di farlo» ha chiarito la dirigente scolastica assecondando lo sconforto da gestire con l’emotività di tanti ragazzi e ragazze.
Amava il mare e aveva un blog di video e foto, in cui raccontava abitualmente i suoi soggiorni, lo studente che sul suo profilo Facebook prediligeva la citazione: “Il sole sorge per tutti”.
Pietro Barghigiani
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