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Kubica torna al volante dopo 6 anni
Il pilota polacco non guidava più una F1 dall’incidente ad Andora
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PIETRASANTA. Il pilota polacco Robert Kubica, 32 anni, residente da tempo a Pietrasanta, potrebbe tornare in Formula 1. Dopo oltre sei anni dal terribile incidente nel Rally Ronde di Andora del Febbraio 2011, il pilota polacco avrà l’opportunità di cimentarsi nuovamente con una monoposto di F1.
La squadra francese, impegnata sulla pista di Valencia per dei test privati con i propri collaudatori, metterà a disposizione del pilota una Renault E20, la monoposto che ha gareggiato nella F1 2012 come Lotus. Questo test sarà una semplice sessione di lavoro, ma chissà che non possano aprirsi nuovi scenari per Kubica, versiliese ormai d’adozione. Il test è il giusto premio per la caparbietà del pilota. Dopo quel terribile incidente di sei anni fa, non ha mollato e ha deciso di continuare la sua carriera nel mondo dei motori. Prima dell’incidente veniva seguito dal dottor Riccardo Ceccarelli, al Formule Medicine alle Bocchette a Capezzano Pianore, poi la rieducazione dopo l’incidente nel rally ha preferito farla in un altro centro. Dal 2013 al 2016 ha corso nel mondiale Rally WRC, riuscendo a vincere il titolo nella categoria WRC-2. Ora, senza impegni ufficiali, è arrivata questa chiamata e l’opportunità di risalire nuovamente su una monoposto di Formula 1. Per lui sarà un ritorno al passato in quanto ritroverà la stessa pista e squadra con cui ebbe il suo ultimo approccio nel Circus della Formula 1. La chiamata del team di Enstone e la grande opportunità di rimettersi alla guida di una F1.
Per Kubica è il giusto premio per la costanza e la voglia mostrato in questi anni. Il futuro di Kubica non è ancora scritto, ma per lui sarebbe un sogno poter tornare a gareggiare in Formula 1 dopo che è stato costretto a interrompere l’attività a causa del grave incidente. Il suo carattere, la passione per questo sport e un impegno quotidiano lo hanno portato ad avere un’altra occasione per poter continuare a far parte di questo mondo.
Ed allora non possiamo che augurargli di cuore un grosso in bocca a lupo. Roy Lepore
La squadra francese, impegnata sulla pista di Valencia per dei test privati con i propri collaudatori, metterà a disposizione del pilota una Renault E20, la monoposto che ha gareggiato nella F1 2012 come Lotus. Questo test sarà una semplice sessione di lavoro, ma chissà che non possano aprirsi nuovi scenari per Kubica, versiliese ormai d’adozione. Il test è il giusto premio per la caparbietà del pilota. Dopo quel terribile incidente di sei anni fa, non ha mollato e ha deciso di continuare la sua carriera nel mondo dei motori. Prima dell’incidente veniva seguito dal dottor Riccardo Ceccarelli, al Formule Medicine alle Bocchette a Capezzano Pianore, poi la rieducazione dopo l’incidente nel rally ha preferito farla in un altro centro. Dal 2013 al 2016 ha corso nel mondiale Rally WRC, riuscendo a vincere il titolo nella categoria WRC-2. Ora, senza impegni ufficiali, è arrivata questa chiamata e l’opportunità di risalire nuovamente su una monoposto di Formula 1. Per lui sarà un ritorno al passato in quanto ritroverà la stessa pista e squadra con cui ebbe il suo ultimo approccio nel Circus della Formula 1. La chiamata del team di Enstone e la grande opportunità di rimettersi alla guida di una F1.
Per Kubica è il giusto premio per la costanza e la voglia mostrato in questi anni. Il futuro di Kubica non è ancora scritto, ma per lui sarebbe un sogno poter tornare a gareggiare in Formula 1 dopo che è stato costretto a interrompere l’attività a causa del grave incidente. Il suo carattere, la passione per questo sport e un impegno quotidiano lo hanno portato ad avere un’altra occasione per poter continuare a far parte di questo mondo.
Ed allora non possiamo che augurargli di cuore un grosso in bocca a lupo. Roy Lepore
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