La manifestazione
«Sdraio rovinate» E il titolare replica: spendere è un rischio
VIAREGGIO. Carissimo cliente, gli ha scritto, «prendiamo in considerazione la tua critica e, se tornerai il prossimo anno, avrai la possibilità di vedere completato al 100% il rinnovamento delle...
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VIAREGGIO. Carissimo cliente, gli ha scritto, «prendiamo in considerazione la tua critica e, se tornerai il prossimo anno, avrai la possibilità di vedere completato al 100% il rinnovamento delle attrezzature». Sceglie la diplomazia Alessandro Meciani (vicepresidente di Confcommercio e membro del consiglio direttivo di Federalberghi), come per essere fedele al nome del suo stabilimento balneare, La Pace, sulla Passeggiata di Viareggio, per rispondere a un cliente che lo ha accusato di disservizio. Alcune sedie a sdraio del suo bagno sono leggermente rovinate (non pericolose). E il cliente ha voluto dirlo a tutti, pubblicando le foto sui social con tanto di listino prezzi e commento: «Vergognoso far pagare per un servizio di questo genere».
Ma Meciani non si scompone. Anzi, lo ringrazia. «Grazie di aver passato una giornata nella nostra spiaggia», gli dice. Però «avrai certamente saputo che le concessioni demaniali sono scadute e che da un giorno all’altro potremo essere sbattuti in mezzo a una strada».
Un passo indietro. Il bagno La Pace è in mano alla famiglia Meciani da tre generazioni. Lo zio del nonno dell’attuale proprietario aveva perso una gamba in guerra, e così lo Stato, per risarcirlo, gli ha donato un pezzetto di spiaggia. Che nei decenni è cresciuto. Da 16 anni è nelle mani di Alessandro Meciani che ne ha fatto un bagno di lusso: ha realizzato un ristorante, poi una vasca idromassaggio Jacuzzi, il giardino, una piscina, poi un’altra. «Ogni anno abbiamo fatto investimenti, ci siamo rinnovati». Poi arriva l’incubo della Bolkestein. La Regione cerca di aggirarla con una legge (leggi articolo sopra, ndr). Ma Meciani è tra i pragmatici: «L’atto formale bisogna prenderlo in considerazione dopo il ddl». Anche perché, dice, «c’è anche un problema politico – dice –. Se si va alle elezioni, il ddl potrebbe saltare».
Questo non vuol dire che il bagno La Pace sia in abbandono. Anzi: delle 180 sdraio, il bagno, quest’anno, ne ha cambiate la metà. «Il prossimo anno cambieremo anche l’altra metà. Anche perché – continua il balneare – avrei potuto comprarle da un rivenditore cinese e spendere molto meno. E invece ho voluto acquistarle qui a Viareggio, partendo dal concetto che investendo nel territorio, l’investimento torna». Al bagno La Pace sono poi arrivate le tende a riva, per un totale di investimento di oltre 20 mila euro. «Inoltre – continua Meciani – quello che un cliente non vede, sono gli investimenti che siamo costretti a fare per adeguarci alla normativa: quest’anno abbiamo dovuto rinnovare, ad esempio, tutto l’aspetto idraulico delle piscine, pompe, motore di scorta, e via dicendo. Continuano a vederci dei privilegiati». E lo erano, dice. «Ma ora non più».
(mel. car.)
Ma Meciani non si scompone. Anzi, lo ringrazia. «Grazie di aver passato una giornata nella nostra spiaggia», gli dice. Però «avrai certamente saputo che le concessioni demaniali sono scadute e che da un giorno all’altro potremo essere sbattuti in mezzo a una strada».
Un passo indietro. Il bagno La Pace è in mano alla famiglia Meciani da tre generazioni. Lo zio del nonno dell’attuale proprietario aveva perso una gamba in guerra, e così lo Stato, per risarcirlo, gli ha donato un pezzetto di spiaggia. Che nei decenni è cresciuto. Da 16 anni è nelle mani di Alessandro Meciani che ne ha fatto un bagno di lusso: ha realizzato un ristorante, poi una vasca idromassaggio Jacuzzi, il giardino, una piscina, poi un’altra. «Ogni anno abbiamo fatto investimenti, ci siamo rinnovati». Poi arriva l’incubo della Bolkestein. La Regione cerca di aggirarla con una legge (leggi articolo sopra, ndr). Ma Meciani è tra i pragmatici: «L’atto formale bisogna prenderlo in considerazione dopo il ddl». Anche perché, dice, «c’è anche un problema politico – dice –. Se si va alle elezioni, il ddl potrebbe saltare».
Questo non vuol dire che il bagno La Pace sia in abbandono. Anzi: delle 180 sdraio, il bagno, quest’anno, ne ha cambiate la metà. «Il prossimo anno cambieremo anche l’altra metà. Anche perché – continua il balneare – avrei potuto comprarle da un rivenditore cinese e spendere molto meno. E invece ho voluto acquistarle qui a Viareggio, partendo dal concetto che investendo nel territorio, l’investimento torna». Al bagno La Pace sono poi arrivate le tende a riva, per un totale di investimento di oltre 20 mila euro. «Inoltre – continua Meciani – quello che un cliente non vede, sono gli investimenti che siamo costretti a fare per adeguarci alla normativa: quest’anno abbiamo dovuto rinnovare, ad esempio, tutto l’aspetto idraulico delle piscine, pompe, motore di scorta, e via dicendo. Continuano a vederci dei privilegiati». E lo erano, dice. «Ma ora non più».
(mel. car.)
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