Il Tirreno

Versilia

Versiliesi in ospedale a causa delle zecche

di Donatella Francesconi
Versiliesi in ospedale a causa delle zecche

Due donne ricoverate a Livorno, nel reparto malattie infettive, per la febbre causata dagli animali

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VIAREGGIO. Morse dalle zecche hanno avuto necessità delle cure del reparto malattie infettive dell’ospedale di Livorno a causa della febbre alta che le aveva aggredite dopo il contatto con gli artropodi chelicerati, stessa famiglia degli aracnidi (ragni, scorpioni ed altro) e, quindi, non insetti. Questa è la stagione dell’erba alta un po’ ovunque, il luogo preferito delle zecche che infestano per lo più i cani ma non disdegnano l’essere umano.

Le due donne versiliesi, vittime degli animaletti che si attaccano e succhiano il sangue per nutrirsi, sono state tenute in osservazione nel reparto specializzato livornese diretto dal dottor Spartaco Sani, dove sono state inviate dai medici versiliesi al manifestarsi della febbre alta. Adesso stanno meglio, secondo le notizie che arrivano direttamente dai sanitari, ed in settimana potranno essere dimesse.

Il tipo di febbre che le aggredite viene definita “febbre bottonosa”. la quale viene trasmessa da diverse specie di zecche dure e soprattutto da Rhipicephalus sanguineus, un parassita abituale di cani e altri animali domestici e selvatici (conigli, lepri, ovini, caprini e bovini). L’agente patogeno della febbre bottonosa del Mediterraneo è rappresentato dalla “Rickettsia conorii” e da altre “rickettsie”.

La malattia ha un periodo di incubazione fra 5 e 7 giorni dopo il morso della zecca infetta e presenta, all’inizio, sintomi simili a quelli dell’influenza. La casistica non è rara, così i dati in mano ai medici, ed episodi simili a quello che ha coinvolto le due donne versiliesi accadono ogni anno.

Soprattutto in periodi come questi. Perché l’attività delle zecche si concentra nei mesi caldi. Infatti, durante la stagione invernale tendono a proteggersi dal freddo rifugiandosi negli anfratti dei muri, sotto la vegetazione, le pietre o interrandosi in profondità. Con l’aumento delle temperature, poi, riemergono e rimangono attive sino all’autunno successivo.

Ecco perché, con l’arrivo della bella stagione e per l’intera estate, è necessario che l’erba venga tagliata in parchi pubblici, giardinetti frequentati dai bambini o da persone che portano a spasso i cani, giardini degli edifici scolastici, luoghi pubblici particolarmente affollati. Ed in tutta Viareggio, come ogni anno, l’erba è ancora alta quasi ovunque.

Importante, inoltre, è seguire, di ritorno da passeggiate e gite, tutta una serie di accorgimenti che portano ad individuare per tempo, e a rimuovere, l’animale che si è “insediato” sugli animali o sulla persona. Accorgimenti che comprendono anche una adeguata protezione degli animali da compagnia attraverso gli appositi repellenti che si trovano in commercio.

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