Il Tirreno

Versilia

Così il Comune utilizzerà i beni della malavita 

di Donatella Francesconi
Così il Comune utilizzerà i beni della malavita 

Tre immobili confiscati alla criminalità saranno destinati a famiglie e associazioni

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VIAREGGIO. Due appartamenti contigui, «nuovi e tenuti molto bene» in via Sant’Antonio, ed uno in via Aurelia Sud, a Bicchio: sono i beni confiscati alla malavita organizzata ed assegnati al Comune di Viareggio, che ne aveva fatto richiesta, dalla Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Ad illustrare il regolamento che il Comune di Viareggio intende darsi per affidare a suo volta i beni sono stati, ieri mattina, Chiara Consani, presidente della commissione legalità del consiglio comunale e l’assessore al sociale Gabriele Tomei.
«Il problema per gli immobili di via Sant’Antonio», così le parole di Tomei, «è che ci sono degli abusi edilizi e la pratica è all’attenzione degli uffici». Inoltre, mancano alcuni lavori - sottolinea Chiara Consani -: «La pavimentazione ed i sanitari».
Per l’appartamento di Bicchio, che si trova nel complesso residenziale “Due palme” (primo piano), invece, «gli inquilini l’hanno distrutto. A martellate». Per poterlo rendere agibile, è ancora Tomei a a parlare, «sono necessari 25.000-30.000 euro che il Comune non può spendere. Toccherà, dunque, a chi lo avrà in assegnazione». Tra i beni immobili potrebbe arrivare a breve anche «un appartamento che si trova in un condominio di viale Marconi a Torre del Lago»: una confisca di primo grado, secondo le informazioni fornite da Tomei.
Per quanto riguarda l’appartamento di Bicchio, è stato confiscato - con sentenza del 27 gennaio 2012 della Cassazione-sezione sesta penale - a Luigi Pastore, nato a Napoli nel 1951. L’immobile è stato destinato dalla Agenzia nazionale «a scopi di ordine sociale, ovvero per finalità istituzionali rivolte al sociale».
Gli immobili di via Sant’Antonio, invece, sono stati confiscati, con provvedimento divenuto definitivo messo dal Gip del Tribunale di Lucca, a Giuseppe Pastore, nato a Napoli nel 1973, Pastore è stato arrestato nel 2013 dalla Squadra Mobile della Questura di Lucca, allora guidata da Virgilio Russo per una serie di reati tra i quali vi erano usura e intestazione fittizia di beni. Insieme a Pastore furono arrestati anche la moglie, Emanuela Mevo, intestataria del bene in via Sant’Antonio, e Vincenzo Saetta. Anche in questo caso l’immobile è stato passato al Comune di Viareggio perché lo utilizzi a scopi sociali.
«Ho incontrato diverse associazioni - ha spiegato in commissione l’assessore Tomei -: Arci, Libera, e due o tra associazioni che si occupano di contrasto all’usura e al racket». Libera, tra l’altro - ha ricordato al consigliera Marinella Spagnoli (“Viareggio tornerà bellissima”) non ha una sede a Viareggio.
Per la Lega Nord, il consigliere Alfredo Trinchese ha chiesto che il regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati tenga conto delle manutenzioni necessarie che possano, così, essere scorporate. «È uno step del bando», ha risposto la presidente della commissione, avvocato Consani.
La commissione si è aggiornata al 26 giugno, così che gli uffici comunali possano mettere a punto il regolamento che per ora è solo una bozza. Tra le disposizioni previste anche quella che sui bei confiscati, destinati ad uso associativo o abitativo, sia apposta una targa che lo qualifica a tutti come confiscato alla criminalità organizzata, di qualsiasi tipo sia. Una volta pronto il testo definitivo, il Regolamento approderà al voto del consiglio comunale.

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