La scure della Corte dei Conti sul suolo pubblico non pagato
di Donatella Francesconi
Dal 2012 al 2016 si tratta di quasi due milioni e mezzo di Cosap. I dirigenti del Suap in procinto di dover rispondere in proprio ai magistrati contabili
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VIAREGGIO. Quasi due milioni e mezzo (2.315,685,78 euro) di Cosap (suolo pubblico) non pagati tra 2012 al 2016, così come riportato nelle cifre del Fondo crediti dubbia esigibilità, parte del bilancio consuntivo 2016 di recente approvazione. È vero che la crisi economica si è abbattuta pesantemente sulla città, aggravata dall’incertezza amministrativa. Ma è altrettanto vero che a tutt’oggi gli uffici comunali continuano a non pretendere il rispetto delle regole e dei pagamenti alle attività commerciali che usufruiscono del suolo pubblico per le proprie attività. Nel giro di breve - questa l’indiscrezione raccolta dal “Tirreno” - potrebbe piombare sui dirigente del Suap che si sono susseguiti in Municipio la scure della Corte dei Conti, intenzionata a recuperare le cifre non riscosse, che non sono bruscolini, direttamente dalla “tasche” degli stessi dirgenti.
Nel quadro cittadino va aggiunto che - purtroppo - non si può escludere che i mancati interventi siano solo un caso. Ci sono attività che sistematicamente, sotto gli occhi di tutti, persistono nell’utilizzare più suolo pubblico del consentito senza versare il dovuto al Comune. Gli uffici competenti, interpellati dal “Tirreno”, rispondono che le irregolarità vengono sanzionate e poi ancora sanzionate. Ma l’illecito non viene interrotto. E, dunque, chi ha più denaro può permettersi di fare collezione di multe. O almeno sembra che così funzioni a Viareggio.
Il tutto, senza correre il rischio di incappare in provvedimenti che abbiamo la forza di interrompano il circuito che porta all’illecito. Accade con un noto ristorante della Passeggiata, ma anche con un’attività del mercato di piazza Cavour. Ed accade, ormai, anno dopo anno senza che niente cambi. E senza che si ottengano risposte se si fanno domande. Ora, però, a presentare il conto potrebbero davvero essere i magistrati contabili.
Nelle ultime settimane, le associazioni di categoria dei commercianti hanno avanzato all’amministrazione comunale una proposta: modificare il regolamento Cosap per consentire espansioni del suolo pubblico occupato. La modifica richieste è così espressa: «Le occupazioni di suolo pubblico con dehors da parte di pubblici esercizi di somministrazione possono eccedere la larghezza del locale solo a seguito di accordi con i confinanti, proprietari e/o esercenti, debitamente formalizzati, solo con tavoli e sedie (senza pedane, elementi di delimitazione o copertura di alcun tipo), esclusivamente nel periodo 1° aprile–31 ottobre o nei giorni di venerdì, sabato e domenica (all’interno dello stesso periodo o per tutto l’anno)». Pagando il dovuto per la superficie occupata in più.
In Passeggiata, però, per far diventare realtà questo scenario, nel caso il Comune si mostrasse favorevole, vanno fatti i conti con quanto prescritto dal Piano particolareggiato. Secondo il quale il suolo pubblico occupabile è unicamente quello che corrisponde alla lunghezza della facciata del locale.
Come superare tutto questo non viene specificato dai rappresentanti dei commercianti che attendono di conoscere l’opinione dell’amministrazione sulle richieste presentate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel quadro cittadino va aggiunto che - purtroppo - non si può escludere che i mancati interventi siano solo un caso. Ci sono attività che sistematicamente, sotto gli occhi di tutti, persistono nell’utilizzare più suolo pubblico del consentito senza versare il dovuto al Comune. Gli uffici competenti, interpellati dal “Tirreno”, rispondono che le irregolarità vengono sanzionate e poi ancora sanzionate. Ma l’illecito non viene interrotto. E, dunque, chi ha più denaro può permettersi di fare collezione di multe. O almeno sembra che così funzioni a Viareggio.
Il tutto, senza correre il rischio di incappare in provvedimenti che abbiamo la forza di interrompano il circuito che porta all’illecito. Accade con un noto ristorante della Passeggiata, ma anche con un’attività del mercato di piazza Cavour. Ed accade, ormai, anno dopo anno senza che niente cambi. E senza che si ottengano risposte se si fanno domande. Ora, però, a presentare il conto potrebbero davvero essere i magistrati contabili.
Nelle ultime settimane, le associazioni di categoria dei commercianti hanno avanzato all’amministrazione comunale una proposta: modificare il regolamento Cosap per consentire espansioni del suolo pubblico occupato. La modifica richieste è così espressa: «Le occupazioni di suolo pubblico con dehors da parte di pubblici esercizi di somministrazione possono eccedere la larghezza del locale solo a seguito di accordi con i confinanti, proprietari e/o esercenti, debitamente formalizzati, solo con tavoli e sedie (senza pedane, elementi di delimitazione o copertura di alcun tipo), esclusivamente nel periodo 1° aprile–31 ottobre o nei giorni di venerdì, sabato e domenica (all’interno dello stesso periodo o per tutto l’anno)». Pagando il dovuto per la superficie occupata in più.
In Passeggiata, però, per far diventare realtà questo scenario, nel caso il Comune si mostrasse favorevole, vanno fatti i conti con quanto prescritto dal Piano particolareggiato. Secondo il quale il suolo pubblico occupabile è unicamente quello che corrisponde alla lunghezza della facciata del locale.
Come superare tutto questo non viene specificato dai rappresentanti dei commercianti che attendono di conoscere l’opinione dell’amministrazione sulle richieste presentate.
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