Il dolore
Il Pd: rischia una denuncia chi chiede la sanatoria
di Luca Basile
Il consigliere comunale Pd mette in guardia sulle novità del regolamento edilizio Il vice sindaco Mazzoni: «La voleva fare anche la giunta Lombardi»
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PIETRASANTA. «C’è il rischio della denuncia penale per chi presenterà richiesta di sanatoria». Parole, quelle di Nicola Conti, Pd, che gettano ombre sul nuovo regolamento edilizio e, in particolare, sulla sanatoria giurisprudenziale che nelle prossime settimane vedrà il via libera dal consiglio comunale.
«Le affermazioni dell’assessore Daniele Mazzoni, già lanciato verso le prossime elezioni comunali, come sempre appaiono dense di enfasi, ma con poca sostanza. Sia chiaro dopo due anni di mandato era il minimo sindacale; la nostra posizione non è certo ostile all’aggiornamento di norme tecniche costruttive e sanitarie. Venendo alla sanatoria invitiamo l’assessore ad essere più cauto, sia perché la giurisprudenza, al riguardo, è controversa su questo argomento e l’enfasi di oggi potrebbe rivelarsi un boomerang domani per il cittadino, sia perché per completezza andrebbe anche detto che chi farà richiesta di sanatoria giurisprudenziale d’ufficio (se l’abuso non è ancora prescritto) subirà una denuncia penale con le inevitabili ripercussioni legali e sanzionatorie. In più va detto che ad oggi – aggiunge Conti – la proposta non tiene conto del fatto che comunque si tratta di abusi e che non è giusto mettere sullo stesso piano chi regolarmente ha chiesto i permessi e chi invece ha eseguito i lavori in sfregio alle norme, non prevedendo nessuna sanzione aggiuntiva per chi ha commesso un abuso. Capiamo la necessità di porre le condizioni– aggiunge Conti – per sanare opere non particolarmente rilevanti e impattanti, crediamo però che non sia corretto mettere sullo stesso piano colui che segue le leggi e colui che anche per necessità e contingenze non segue la legge. Comprendiamo, dunque, la frenesia pre-elettorale soprattutto per chi sino si è distinto e si è speso molto per l’istruzione della pre-istruttoria che ad oggi non ha prodotto nessun risultato, però è altrettanto necessario spiegare in modo completo le modifiche».
Presa di posizione, quella di Conti, respinta dallo stesso Mazzoni. «L’ex assessore Rossano Forassiepi voleva fare la sanatoria in questione, ma non è riuscito a portarla a compimento. Singolare, quindi, che il Pd critichi questa procedura. Detto questo tutte le sanatorie hanno un iter ben definito ed approdano nelle sedi preposte una volta che si è segnalato l’abuso. Fra l’altro sarà possibile presentare richiesta di sanatoria solo per gli abusi fatti fino al 2014: è quindi evidente che la quasi totalità dei casi sarà già in regime di prescrizione. Fra l’altro – prosegue Mazzoni – parliamo di una procedura di grande importanza per il nostro territorio sollecitata e richiesta, in più occasioni, anche dall’Ordine dei geometri non si arriverà, più, infatti alla demolizione dell’abuso, ma se ne legittimerà l’esistenza con un iter già applicato nel comune di Firenze con riscontri significativi. Quello che voglio dire – continua Mazzoni – è che la sanatoria giurisprudenziale è un’opportunità: sta al cittadino decidere, d’intesa con il proprio tecnico, se coglierla o meno. Il resto sono chiacchiere che non sembrano tenere minimamente conto delle esigenze del territorio e di molte famiglie».
«Le affermazioni dell’assessore Daniele Mazzoni, già lanciato verso le prossime elezioni comunali, come sempre appaiono dense di enfasi, ma con poca sostanza. Sia chiaro dopo due anni di mandato era il minimo sindacale; la nostra posizione non è certo ostile all’aggiornamento di norme tecniche costruttive e sanitarie. Venendo alla sanatoria invitiamo l’assessore ad essere più cauto, sia perché la giurisprudenza, al riguardo, è controversa su questo argomento e l’enfasi di oggi potrebbe rivelarsi un boomerang domani per il cittadino, sia perché per completezza andrebbe anche detto che chi farà richiesta di sanatoria giurisprudenziale d’ufficio (se l’abuso non è ancora prescritto) subirà una denuncia penale con le inevitabili ripercussioni legali e sanzionatorie. In più va detto che ad oggi – aggiunge Conti – la proposta non tiene conto del fatto che comunque si tratta di abusi e che non è giusto mettere sullo stesso piano chi regolarmente ha chiesto i permessi e chi invece ha eseguito i lavori in sfregio alle norme, non prevedendo nessuna sanzione aggiuntiva per chi ha commesso un abuso. Capiamo la necessità di porre le condizioni– aggiunge Conti – per sanare opere non particolarmente rilevanti e impattanti, crediamo però che non sia corretto mettere sullo stesso piano colui che segue le leggi e colui che anche per necessità e contingenze non segue la legge. Comprendiamo, dunque, la frenesia pre-elettorale soprattutto per chi sino si è distinto e si è speso molto per l’istruzione della pre-istruttoria che ad oggi non ha prodotto nessun risultato, però è altrettanto necessario spiegare in modo completo le modifiche».
Presa di posizione, quella di Conti, respinta dallo stesso Mazzoni. «L’ex assessore Rossano Forassiepi voleva fare la sanatoria in questione, ma non è riuscito a portarla a compimento. Singolare, quindi, che il Pd critichi questa procedura. Detto questo tutte le sanatorie hanno un iter ben definito ed approdano nelle sedi preposte una volta che si è segnalato l’abuso. Fra l’altro sarà possibile presentare richiesta di sanatoria solo per gli abusi fatti fino al 2014: è quindi evidente che la quasi totalità dei casi sarà già in regime di prescrizione. Fra l’altro – prosegue Mazzoni – parliamo di una procedura di grande importanza per il nostro territorio sollecitata e richiesta, in più occasioni, anche dall’Ordine dei geometri non si arriverà, più, infatti alla demolizione dell’abuso, ma se ne legittimerà l’esistenza con un iter già applicato nel comune di Firenze con riscontri significativi. Quello che voglio dire – continua Mazzoni – è che la sanatoria giurisprudenziale è un’opportunità: sta al cittadino decidere, d’intesa con il proprio tecnico, se coglierla o meno. Il resto sono chiacchiere che non sembrano tenere minimamente conto delle esigenze del territorio e di molte famiglie».
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