Gioco
Piscina, area fitness e fiori all’Alcione di Berlusconi
La ristrutturazione del bagno della nipote dell’ex premier in mano ai Lera «Alessia ha voluto uno stabilimento eco-sostenibile e lo sarà dal 2018»
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FORTE DEI MARMI. Se non ha scelto il migliore, non ci è andata molto lontana. Alessia Berlusconi, nipote dell’ex premier, dopo essere riuscita a prendere il bagno Alcione al costo simbolico di un euro, si è presa, per rifargli il look, anche l’architetto più in voga sulla piazza versiliese. Anzi, gli architetti più in voga: Tiziano Lera, righello delle geometrie di tutte le discoteche della Versilia – sua la mano nella Canniccia, nella Capannina, nel Faruk, nella Bussola e via dicendo – e pluripremiato architetto, e il figlio Leonardo, giovane e talentuoso. Sono stati loro a ridisegnare il bagno Alcione del futuro, che ha convinto Alessia Berlusconi a buttarsi comunque nell’impresa nonostante la spada di Damocle della Bolkestein.
Anche perché, oltre all’euro simbolico per l’acquisto, Alessia Berlusconi si è impegnata – nell’accordo con la Alcione srl messa in liquidazione – a pagare il pregresso, che è una cifra come due milioni di euro da versare alle banche. «Quando le abbiamo presentato il progetto, però, si è convinta che doveva farlo», racconta Tiziano Lera. Uno fissato con l’eco-sostenibilità, per cui la natura viene prima di tutto. «Ma lei era d’accordo – dice –. Anzi, è stata proprio lei a chiederci qualcosa in sintonia con l’ambiente, che voleva mantenere la fusione romantica fra le montagne e il mare».
I profumi, dice. Poi i colori della natura. «Saranno queste le caratteristiche principali del nuovo bagno Alcione». Forte dei Marmi «è sempre stata questo rapporto familiare, energico fra mare e monti, che all’epoca ha stregato anche i poeti e gli intellettuali. E noi vogliamo che in quel bagno si respiri questa aria». Chiaramente se ne parlerà nel 2018. Lo stabilimento infatti è già aperto da aprile, con lo stesso look dello scorso anno. Ma dal prossimo arriva la tinta Lera. Tanti fiori, tante piante, arredamento in legno locale, tinte naturali. E poi ovviamente arriverà una piscina, 200 metri quadrati con tanto di area fitness: «Una sorta di mini-palestra in spiaggia dove i clienti del bagno possano tenersi in forma e pensare alla cura del proprio corpo, ovviamente all’ombra». Rivelare tutto non si può, ma l’architetto parla anche di «innovazione tecnologica». Ma tutto, sia chiaro, nel rispetto dell’ambiente. Perché «sa – dice – il miglior progetto, è quello dove non sembra nemmeno che ci sia stato un progetto». (mel.car.)
Anche perché, oltre all’euro simbolico per l’acquisto, Alessia Berlusconi si è impegnata – nell’accordo con la Alcione srl messa in liquidazione – a pagare il pregresso, che è una cifra come due milioni di euro da versare alle banche. «Quando le abbiamo presentato il progetto, però, si è convinta che doveva farlo», racconta Tiziano Lera. Uno fissato con l’eco-sostenibilità, per cui la natura viene prima di tutto. «Ma lei era d’accordo – dice –. Anzi, è stata proprio lei a chiederci qualcosa in sintonia con l’ambiente, che voleva mantenere la fusione romantica fra le montagne e il mare».
I profumi, dice. Poi i colori della natura. «Saranno queste le caratteristiche principali del nuovo bagno Alcione». Forte dei Marmi «è sempre stata questo rapporto familiare, energico fra mare e monti, che all’epoca ha stregato anche i poeti e gli intellettuali. E noi vogliamo che in quel bagno si respiri questa aria». Chiaramente se ne parlerà nel 2018. Lo stabilimento infatti è già aperto da aprile, con lo stesso look dello scorso anno. Ma dal prossimo arriva la tinta Lera. Tanti fiori, tante piante, arredamento in legno locale, tinte naturali. E poi ovviamente arriverà una piscina, 200 metri quadrati con tanto di area fitness: «Una sorta di mini-palestra in spiaggia dove i clienti del bagno possano tenersi in forma e pensare alla cura del proprio corpo, ovviamente all’ombra». Rivelare tutto non si può, ma l’architetto parla anche di «innovazione tecnologica». Ma tutto, sia chiaro, nel rispetto dell’ambiente. Perché «sa – dice – il miglior progetto, è quello dove non sembra nemmeno che ci sia stato un progetto». (mel.car.)
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