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Versilia

Spiaggia venduta a un euro alla nipote di Berlusconi 

di Matteo Tuccini
Spiaggia venduta a un euro alla nipote di Berlusconi 

Alessia, figlia di Paolo, ha acquistato l’Alcione da un imprenditore di Santa Croce La cifra è simbolica: l’accordo prevede che i nuovi proprietari saldino i debiti

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FORTE DEI MARMI. Un euro. Quello che ha garantito il passaggio di proprietà di un noto stabilimento balneare, ceduto da un ex imprenditore chimico conciario a una delle famiglie più famose (e potenti) d’Italia, è il prezzo più basso di sempre. Il fatto che la spiaggia in questione, quella del bagno Alcione, sia a Forte dei Marmi fa ancora più notizia. In realtà le cose sono un po’ più complesse. E riguardano un accordo che ha messo all’Alcione la targa Berlusconi. Nell’idea di farne un punto di riferimento turistico al pari di altri investimenti di famiglie importanti a Forte. Berlusconi, Barilla, Bocelli: hai detto niente.
I nuovi padroni. Che il bagno Alcione fosse finito nella galassia nata dal big bang di Arcore lo si sapeva da tempo: l’ha comprato Alessia Berlusconi, presidente dell’editrice de “Il Giornale”, figlia di Paolo e quindi nipote dell’ex presidente del Consiglio e tuttora leader del centrodestra. Meno noti sono i retroscena economici. Che sono stati rivelati dal sito specializzato “Finanza dietro le quinte” di Andrea Giacobino. Lo scoop è stato rilanciato da Dagospia e l’avvocato della parte venditrice, Lucilla Matassini, conferma tutto. Si tratta, del resto, di atti pubblici consultabili nel Registro delle imprese.
Gli ex padroni. Il bagno Alcione apparteneva da oltre vent’anni a Bruno Lepori. Classe di ferro 1928, è un nome che a Santa Croce sull’Arno (Pisa), capitale del cuoio e delle pelli, significa Biokimica. La società di prodotti chimici per conceria fu fondata da Lepori alla fine degli anni Settanta, quando esplose il nuovo boom economico dei distretti. Compreso quello conciario di Santa Croce. Lepori, santacrocese doc e imprenditore visionario, fu tra i primi a proporre alcuni tipi di servizi che riguardavano appunto i prodotti chimici. Negli anni Novanta decise di lanciarsi nel turismo balneare disimpegnandosi da Biokimica. E acquistò l’Alcione. A Santa Croce ricordano che quella scelta fece sensazione, anche se non erano pochi gli imprenditori divenuti ricchi nel settore che decidevano di cambiare business. Negli ultimi anni, però, la crisi del settore turistico ha messo in ginocchio l’Alcione. Tant’è vero che nell’accordo presentato dalle parti al tribunale di Lucca si parla di un forte rallentamento delle presenze di turisti russi, dopo le sanzioni imposte dall’Unione Europea per la crisi in Ucraina. L’Alcione è andato in apnea e i proprietari si sono trovati in difficoltà con le banche per cifre a sei zeri. La società Bagno Alcione srl, proprietaria del bagno, è stata messa in liquidazione da Lepori.
L’accordo. Qui si insedia la trattativa, conclusasi con esito positivo, con Alessia Berlusconi. Che ha rilevato alla cifra simbolica di un euro il 100% delle quote della Bagno Alcione srl. Nell’accordo di ristrutturazione dei debiti, previsto dalla legge fallimentare, i nuovi proprietari si impegnano a farsi carico del pregresso: due milioni di euro la cifra che deve essere restituita alle banche. E che sarà, appunto, a carico della società di Alessia Berlusconi. Va detto che anche così si tratta di un affare: un bagno di Forte dei Marmi, ai tempi d’oro, poteva avvicinarsi ai dieci milioni di euro. Fatto sta che la nipote di Silvio può così lanciarsi nel settore turistico balneare dopo aver frequentato per anni Forte dei Marmi, da brava milanese di famiglia bene. Sull’Alcione sembrano esserci grandi progetti: pare che per la ristrutturazione sia stato contattato un architetto di prestigio. Nell’idea di trasformarlo in uno dei punti di riferimento della Versilia à la page. Sulla falsariga di quanto stanno facendo, o hanno già fatto, altri grandi nomi dell’imprenditoria e del Paese (leggi sotto): i Barilla con il Piemonte, Andrea Bocelli con l’Alpemare. Alla faccia della direttiva Bolkestein.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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