Il Tirreno

Versilia

Ragazzini si sfidano a chi resiste di più al dolore

di Cesare Bonifazi
Ragazzini si sfidano a chi resiste di più al dolore

La moda sta coinvolgendo decine di adolescenti versiliesi

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VIAREGGIO. Hanno sì e no 14 anni. Tornano a casa dopo la scuola, oppure la sera dopo un pomeriggio all’aperto, con delle piccole stimmate sul dorso delle mani. Sono delle infezioni che vengono in seguito a un gioco che, racconta una madre (la chiameremo Beatrice per motivi di privacy), stanno facendo decine di ragazzi in Versilia. E non c’entra nulla la famigerata Blue Whale (in italiano “balena azzurra”) di cui tanto si parla su internet: un presunto percorso a tappe che sarebbe in voga tra adolescenti russi e che porterebbe alla morte. Il nuovo passatempo dei preadolescenti versiliesi è forse meno pericoloso ma non meno grave.
Si tratta di una vera e propria una sfida di coraggio, non ci si può sottrarre. Le regole di questo nuovo gioco sono facili: si prende la mano di un amichetto e si comincia a recitare l’alfabeto, per ogni lettera il malcapitato deve dire il più velocemente possibile una parola che inizia con quella lettera mentre l’altro strrofinare forte e velocemente un’unghia sulla pelle. Così si deve ripetere dalla A alla Z, o fino a che il giocatore non si arrente.
«Quando mio figlio è tornato a casa con quella ferita sulle mani - dice Beatrice - ho tentato di chiedergli cosa fosse successo. Lui sul momento ha nicchiato dicendomi che si era fatto male, poi mi ha confessato che i ragazzi della sua età stanno facendo questa specie di gioco. Lui è arrivato fino alla zeta ma adesso ha un’infezione».

Il figlio di Beatrice è stato “coraggioso” ed è arrivato fino alla fine del gioco, ma le unghie del compagno gli hanno aperto la pelle e si è formata una ferita che si è infettata e dalla quale esce pus e sangue.
«L’ho sgridato come mai avevo fatto prima e sono andata il giorno successivo alla scuola per parlare con il preside. Non sono una di quelle madri che pensa che sia sempre colpa degli insegnanti: ne abbiamo parlato perché un gioco autolesionista come questo è pericoloso e può sfociare in cose anche peggiori. Alla scuola mi hanno detto che avrebbero fatto di tutto per sensibilizzare i ragazzi. Spero solo che non sia tardi e che questa cosa assurda finisca».

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Beatrice, preoccupata, ha contattato anche altre madri della sua zona e la voce si è sparsa così come anche il grido d’allarme che ha lanciato su Facebook. Il suo post con l’immagine della ferita del figlio ha avuto centinaia di condivisioni: sono stati tanti i genitori che si sono allarmati: la stessa cosa, commentano in molti, potrebbe accadere anche al proprio figlio. «A scuola fanno quello che possono - racconta Beatrice - ma a quanto so i ragazzi lo fanno anche alla fermata dello scuolabus e il pomeriggio quando vanno a giocare».
Ad essere colpiti da questa nuova moda sarebbero decine di ragazzi in Versilia: sono per lo più preadolescenti, ragazzi tra i 12 e i 14 anni che frequentano la seconda o la terza media. Sembra che al momento questo non accada ai più piccoli. Ma il livello di guardia dei genitori si è alzato e in molti chiedono che nelle scuole ci siano più controlli.

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