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Caso Polo Nautico: la Cgil si rivolge al Consiglio di Stato 

Caso Polo Nautico: la Cgil si rivolge al Consiglio di Stato 

La Fiom contesta lo spezzettamento dell’area in concessione «Scelta miope: in ogni caso bisogna passare da una gara»

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VIAREGGIO. La battaglia di sindacalisti e lavoratori contro lo spezzettamento del Polo Nautico continua. Ieri la Fiom Cgil ha annunciato un ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar secondo cui il sindacato e i lavoratori non sono legittimati a costituirsi in giudizio nella vicenda del subingresso in Polo Nautico della Costruzioni Navali Viareggio di Giuseppe Balducci.
Riavvolgiamo il nastro. Il sindacato di categoria e due lavoratori dell’azienda consortile hanno avviato una battaglia contro il frazionamento di Polo Nautico «per l’assenza di un interesse pubblico». Sostenendo che, nel caso della Costruzioni Navali, non di un semplice subingresso si tratti, bensì di una nuova concessione da mettere, dunque, a gara. La Fiom Cgil i e due lavoratori della Polo Nautico, perciò, avevano presentato ricorso il 31 agosto 2016 contro il via libera dato, a sorpresa, dal Comitato portuale il 30 maggio.
A quasi un anno esatto di distanza, il sindacato presenterà, entro l’estate, un nuovo ricorso davanti al massimo grado della Giustizia amministrativa, il Consiglio di Stato.
Mauro Rossi e Massimo Braccini, segretario Fiom Toscana, hanno ribadito le motivazioni che da molti anni il sindacato oppone alle reiterate richieste di frazionamento della più vasta area demaniale per la cantieristica rimasta in città.
«Solo per citarne alcune - affermano - i piccoli segnali di ripresa del settore riguardano soprattutto le imbarcazioni sopra i 40 metri; nel corso degli anni sono stati stretti accordi ed approvate delibere che stabiliscono che qualsiasi modifica dell’area deve avvenire col confronto con le forze sociali; le precedenti decisioni istituzionali, a tutti i livelli, sono state sempre a favore del mantenimento della concessione così com’è».
«Su Polo Nautico si gioca lo sviluppo della nautica e della città stessa, il frazionamento è un errore pesante», ha detto Massimo Braccini, che ha sottolineato anche l’importanza delle concessioni demaniali in quanto bene pubblico e ha ricordato le promesse della Regione Toscana che, a proposito dell’unitarietà del Polo, aveva sempre tranquillizzato il sindacato. «Se oggi siamo costretti a rivolgerci al Consiglio di Stato, è il segnale del fallimento della politica», ha concluso Braccini. Di «rischio di subalternità della politica all’interesse privato» ha parlato Nicola Riva, responsabile della Fiom Versilia, tratteggiando una fotografia della situazione attuale nella nautica fatta di alti e bassi, di aziende avviate alla chiusura e di altre che ricapitalizzano.

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