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Versilia

Non hanno vaccinato i loro figli: migliaia di famiglie a rischio multa

Non hanno vaccinato i loro figli: migliaia di famiglie a rischio multa

Niente scuola fino a 6 anni, minacciate anche denunce al tribunale dei minori per chi si rifiuta. In Versilia ci sono quasi 800 bambini che non sono coperti dal morbillo, più di 1700 dalla varicella

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VIAREGGIO Multe e denunce per chi non vaccina i propri figli. Il giro di vite del Governo sulle vaccinazioni fino a 16 anni sta facendo discutere il Paese e di riflesso anche la Versilia. Dove si stima che siano migliaia le famiglie che potrebbero incappare nelle stangate annunciate: da 500 a 7. 500 euro la multa prevista dal decreto del ministero della Salute. Per non parlare del rischio di essere denunciati al tribunale dei minori, con la possibilità di perdere la potestà genitoriale. Punizioni durissime, quelle annunciate dal ministro Beatrice Lorenzin, in vista del prossimo anno scolastico. Che sarà il primo test della nuova linea. Ma queste sanzioni potrebbero scontrarsi con numeri imponenti: quelli dei bambini e ragazzi che non hanno fatto i dodici vaccini appena diventati obbligatori. Numeri che rendono complicato recuperare chi si è perso per strada. O chi ha voluto perdersi, fidandosi delle bufale su Internet.

I dodici vaccini richiesti. Con il decreto Lorenzin si passa da quattro a dodici vaccini obbligatori. A quelli contro poliomelite, difterite, tetano ed epatite B (oggi già contenuti nel cosiddetto esavalente) si aggiungono i vaccini contro morbillo, parotite e rosolia (la cosiddetta trivalente Mpr), pertosse ed emofilo B (che sono già nell’esavalente assieme ai quattro che erano già obbligatori), e infine quelli contro meningococco C, meningococco B e varicella. Basta saltarne uno per non essere in regola.

Che cosa si rischia. È la scuola che fa la verifica quando i genitori si presentano per l’iscrizione all’anno 2017-18. Le famiglie devono avere il certificato di vaccinazione... senza macchia, rilasciato dall’Asl o dai pediatri. Per asili nido e scuole materne, cioè fino ai 6 anni, se non si è in regola non ci si può iscrivere. Dalle scuole elementari in poi e fino ai 16 anni non si può negare l’iscrizione – trattandosi della scuola dell’obbligo – ma le posizioni irregolari verranno segnalate dal dirigente scolastico all’Asl. In tutti i casi si rischiano multe da 500 a 7.500 euro. Più la denuncia al tribunale dei minori e la possibilità di vedersi togliere la potestà genitoriale, nei casi in cui ci sia un rifiuto netto da parte dei genitori.

La mappa in Versilia. Sulla diffusione dei vaccini in Versilia le ultime statistiche disponibili sono quelle contenute nella relazione sanitaria pubblicata l’anno scorso dall’ex Asl 12 Viareggio. I dati sono relativi al periodo 2010-2015, quindi fanno riferimento ai bambini nati tra il 2008 e il 2013, perché il vaccino viene fatto entro i primi due anni di vita. Non è invece disponibile il dato del 2016, relativo ai nati nel 2014, perché non è stato ancora elaborato. Anche se la Regione stima un ulteriore calo di 2-3 punti percentuali rispetto agli anni precedenti. In ogni caso le statistiche dell’Asl dicono che in Versilia oggi ci sono quasi 800 bambini dai 4 ai 9 anni che non hanno fatto il vaccino contro il morbillo. E quindi non sono coperti. Parliamo del morbillo perché è la malattia finita al centro del dibattito per il calo delle vaccinazioni.

E per questo motivo sta tornando a colpire anche gli adulti, dopo anni in cui sembrava debellata. Ma prendendo in esame la sola varicella, si scopre che a partire dal 2011 sono oltre 1700 i bambini che non si sono sottoposti alla prevenzione. Già le famiglie di questi bimbi rischiano multe e denunce, perché anche l’antivaricella – che in Toscana è disponibile dagli inizi degli anni Duemila – oggi è divenuto obbligatorio. Se si considerano anche i ragazzi dai 16 anni in giù che non si sono vaccinati contro la varicella, se ne deduce che le famiglie non in regola solo per questo vaccino sono migliaia. Sulla scelta di inserire l’antivaricella tra gli obbligatori sono sorte polemiche: ma il dottor Franco Barghini del Dipartimento di prevenzione dell’Asl spiega che «anche questa malattia, che ci sembra meno pericolosa, può far correre dei rischi enormi».

A chi rivolgersi per chiarimenti. L’Asl invita i genitori che hanno dubbi o perplessità a rivolgersi al proprio pediatra di famiglia. In alternativa si può contattare l’ufficio di igiene pubblica facendoselo passare dal centralino Asl, 0584 6051.

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di Redazione web